Il granchio con lo streptococco

Tutti quelli che hanno figli sanno che esiste una top ten di domande che vorremmo sentirci fare il meno possibile. E mica perchè siamo asociali, (beh magari qualcuno lo è ma non è il mio caso) ma perchè superato un certe numero ogni cosa chiesta diventa pesante. Nano junior compirà 3 anni a maggio ed ancora non parla bene, nel senso che non fa discorsi e certe parole come mela non la dice bene, ma dice perfettamente streptococco e granchio. Questo per dire che ogni mamma sa che ogni bambino ha i suoi tempi ed è pressochè inutile il confronto con gli altri coetanei ma, nonostante questo, sono sempre bocche materne a domandare certe cose:

  1. gattona?
  2. cammina?
  3. ancora allatti?
  4. parla?
  5. e se parla, che dice?
  6. dorme tutta la notte?
  7. ancora il ciuccio?
  8. mangia da solo?
  9. già al nido???
  10. ancora il biberon?

Certo potrebbero risultare domande normali, e in effetti lo sono, ma quello che manca alla lingua scritta è l’incapacità di tradurre in parole espressioni facciali e toni di voce. Sarebbe bello riuscire ad accompagnare queste 10 domande alle espressioni viste sul viso di alcune mamme, mamme che non capiscono che il confronto deve essere bipartisan perchè, se è a senso unico la domanda sarà velata e il giudizio incombente. Ci sono donne che, pure essendo bravissime a crescere la prole, non vivono bene eventuali giudizi, quindi invito tutte a pensarci bene prima di usare una certa inflessione accompagnata ad una domanda normale. Sarebbe bene ricordare sempre che ogni bambino è un universo a sè, e come universo, ha le sue regole che vanno rispettate.
Il nostro bambino deciderà da solo quando iniziare a camminare invece che strisciare per casa, e capirà il momento giusto per parlare per farci capire ciò che vuole dire. Non ci accaniamo con una tempistica che non appartiene alla normalità, rispettiamo il nostro bambino e i suoi tempi e circondiamolo di serenità che è l’unica cosa che conta.