Grazie prof!

Io non ho mai amato le feste come quella di oggi, trovo che tutto ciò che di bello era nelle intenzioni iniziali venga snaturato dall’anima commerciale che le accompagna. Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al 1908, quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, ma l’8 marzo il proprietario, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.

Scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiammeDonne che sono morte vivendo, ma ricordandole solo un giorno non servirà a nessuno. Servirà invece cercare di esser donne migliori, combattendo anche per quelle che non lo possono fare.
Questo non vuole essere il classico post da festa delle donne ma nella vita di ognuno di noi ci sono delle persone che nel bene o nel male hanno contribuito al nostro divenire adulti e sarebbe bello riconoscere loro il ruolo nelle nostre vite almeno in questo giorno. Sono quelle persone che con il loro lavoro e con il loro esempio hanno reso il mondo un posto migliore.
Io oggi vorrei ringraziare la mia professoressa del ginnasio, una donna forte e determinata, severa ma materna, insegnante con una passione talmente grande da trasmetterla agli alunni. Lei aveva l’abitudine di farci leggere ogni mese un libro, e mica cose tranquille eh, io lessi il corano un mese! Ricordo ancora la sensazione di sorpresa aprendo quel libro, ricordo la voglia di conoscere una cultura diversa attraverso le sure, ricordo la fatica nello scrivere la relazione al libro, ma la cosa più bella è stata la voglia continua di leggere e crescere attraverso le infinite parole dei libri.Quella voglia di carta stampata fa ancora parte delle mie abitudini, adoro toccare le pagine scritte, sentirne l’odore, immaginare lo scrittore seduto in una stanza, davanti ad una finestra a scrivere e scrivere senza mai fermarsi, a soffrire, piangere e ridere insieme ai suoi personaggi. E forse dall’amore per la lettura è scaturita la mia voglia di mettere nero su bianco le emozioni di cui trabocco, sentendo il bisogno di fissarle e farle vivere di vita propria.
La vita in fondo è così, puoi deciderla se viverla o sederti a guardare da spettatore, si può decidere se cogliere gli insegnamenti che vengono donati e decidere chi avere come esempio.
Io ho avuto la fortuna di conoscere una grande donna che mi ha dato tanto, ma sono qui con tanta voglia di conoscerne altre.
Grazie prof, per tutto.