Il “no” positivo

Guardandomi come una spettatrice mi rendo conto che spesso abuso dei “no”. Non fare questo, non fare quello, non prendere quel libro, non scrivere sul muro, insomma un fiume di divieti.
Ma tutti questi divieti non si annulleranno a vicenda?  Spesso le nostre risposte tendono a chiudere l’argomento, a volte io rispondo di no perchè mi chiedono delle cose in un momento in cui sto facendo altro, ma se a volte mi fermo a  pensare mi rendo conto che un divieto presentato in una maniera diversa assumebbe tutto un’altra faccia, un “no” che sia positivo assomiglia più ad un consiglio che ad un divieto e quindi i bambini sarebbero più disposti a sentire le nostre raccomandazioni.

Se invece di dire “non scrivere sul muro” diciamo “sono sicura che il pennarello disegna meglio su un foglio, vieni qui che facciamo un bel disegno” il bambino non lo vedrà come una punizione ma come una valida proposta alternativa. In un libro ho trovato un’interessante testo sul come dire i no:

  • averne un’intima convinzione e trasmettere al bambino l’idea che quella cosa va assolutamente fatta;
  • avere un corretto tono di voce, calmo ma fermo;
  • non usare il condizionale ma l’imperativo;
  • non fare richieste generiche ma esplicite, le regole del vivere civile passano attraverso la convinzione che il rispetto dell’altro è fondamentale, e quindi invece di dire soltanto “non tirare i capelli a tua sorella”, sarebbe meglio spiegare che tirando i capelli alla sorella le fa male.
  • fare le richieste al momento opportuno, e magari dando anche un preavviso lo facciamo abituare all’idea che dovrà fare qualcosa ed eviteremo molti capricci.
  • fare le richieste dopo aver dichiarato le proprie aspettative. Preparando i bambini a quello che stiamo andando a fare e dicendo loro quale sarà il comportamento opportuno da tenere si preparano i bambini alla situazione che vivranno.
Di solito io riesco a rispettarne le ultime quattro…le prime due invece non sempre e il tono calmo quasi mai purtroppo. Ma dicono che riconoscere i propri errori sia un passo avanti. Dicono.
Mia madre mi rimprovera spesso il fatto di essere troppo permissiva mentre io a volte mi vedo come un cerbero, poi ieri ho letto questa frase che mi è piaciuta molto, dello psicologo Feuerstein “un bambino sicuro di sé è un bambino, entro limiti ben definiti, lasciato libero di scegliere”. Non trovate che sia una spiegazione perfetta di come aiutare il bambino ad essere indipendente? Aiutare i bambini a crescere facendogli capire che certi divieti fanno parte della loro crescita, ma lasciando liberi certe loro fantasie li farà crescere più sicuri. Speriamo.