Riordinare casa e se stessi

Vi capitano mai quei momenti in cui vi guardate intorno e non riconoscete lo spazio come vostro? A me spesso, e quando mi capita mi rendo conto che è ora di dare una pulita alle cose che non fanno respirare me e la mia casa. Io credo molto alle energie della casa, al fatto che rappresenti le persone che ci abitano ed infatti casa mia è il mio specchio: disordinata.
Io sono disordinata e disorganizzata e quindi certe cose me le devo imporre altrimenti non hanno abbastanza forza di volontà per compiersi da sole ed una di questa è riordinare.

Quando arrivano quei momenti in cui vengo colta da raptus è meglio nascondere gli oggetti a cui si tiene perchè sono stata capace di buttare cose di cui mi sono pentita come stivali, vestiti, borse e via dicendo. In effetti non mi sono davvero pentita, mi sono resa conto che ero legata all’idea del possesso più che all’oggetto stesso. Prendo una grande busta e passo di stanza in stanza e mi rendo conto, ogni volta, di quanta roba inutile va via, roba che non avrei dovuto nemmeno comprare, figuriamoci conservare. Tanti oggetti sono stati comprati sotto non so quale impulso ma la loro utilità è stata pari a “0”, e dunque mi chiedo  se sarò capace di darmi delle linee guida per i miei prossimi acquisti e in generale sulla percezione del necessario? E proprio pensando a questo che mi sono imbattuta qui, un articolo che parla del libro di Dave Bruno ” La sfida delle 100 cose”.
In questo libro questo imprenditore americano spiega come liberarsi dalle cose inutili delle nostra casa e della nostra vita mettendo in pratica delle semplici regole:

  • è una sfida personale, non deve coinvolgere altri, nemmeno la famiglia;
  • bisogna stabilire quali sono le cose “personali”, perché la sfida vale su quelle; non valgono le cose che in casa vengono utilizzate da tutta la famiglia (televisore, divano del salotto ecc.);
  • si può tenere una scatola di “ricordi” e non conteggiarla;
  • si può tenere una biblioteca (anche se ha migliaia di libri, vale uno);
  • alcune cose si possono contare per gruppi (la biancheria intima);
  • si possono escludere gli attrezzi di uso domestico (metro, cacciavite ecc.);
  • si può essere tolleranti sui regali che si ricevono durante il periodo della sfida;
  • se si acquista una cosa nuova, si deve sostituire quella vecchia.

Io avevo sentito parlare di questo libro ma ancora non l’ho comprato anche se è nella mia lista di acquisti futuri. Dovrei fare una di quelle wishlist su amazon…no tanto non la guarderebbe nessuno!
Mi sembra un approccio originale per avvicinarci ad una decrescita ormai necessaria, dove quello che acquistiamo è ragionato e veramente utile, dove la felicità non è legata al possesso materiale.
Se leggerete l’articolo troverete qualche altra spiegazione sul metodo e magari vi convincerete a comprarlo anche voi.
Che ne pensate? L’avete letto o lo leggereste?

Se vi interessa potete comprarlo qui