Diari notturni #1

Io sono una di quelle persone che ha bisogno di dormire, quella che se le avessero detto che avrebbe passato 3 anni non dormendo mai una notte intera si sarebbe gettata preventivamente da un secondo piano. Io se vado a dormire alle 10 mi posso alzare alle 5 di mattina senza battere ciglio perchè le mie ore me le sono fatte ma…ma se mi chiedete adesso cosa mi manca di più dell’essere non mamma vi risponderò sicuramente il sonno.

Il sonno, il mio vecchio amico, compagno fedele di 25 anni, che quando arrivava mi trovava sempre pronta con pigiama e cuscino, ora invece è sempre lì in agguato sulle mie palpebre, è diventato come l’ombra di Peter pan.
La notte in casa nostra sembra di essere in quei pascoli di alta montagna in cui il bestiame fa la transumanza, vai dormire con Lui e non sai mai chi vedranno i tuoi occhi quando ti sveglierai, o se magari sarai nello stesso letto o ti ritroverai con le gambe anchilosate in un lettino mignon.
In fondo è bella questa imprevedibilità, non sapere mai come andrà la nottata rende tutto più eccitante! (se non si fosse capito era una battuta)
Ci sono alcune frasi ricorrenti, quelle che se non dovessi sentirle una notte me le sognerei:
“mamma acqua” e “mamma posso venire nel tuo letto” (certo quasi seenne, aspetta un attimo che mi sposto sul comodino)

L’altra notte c’è stato un episodio che se non fosse capitato alle 3.05 di una notte di aprile mi avrebbe quasi divertito. Alla solita richiesta dell’acqua le mie orecchie non hanno risposto, e la mia dolce e addormentata metà si è alzata per prendere il sempre- presente bicchiere di acqua con l’unica differenza che invece di finire nella gola di nano junior, si è dolcemente riversato nel mio letto. Ora vi tralascio le imprecazioni notturne in lingue ormai in disuso, ma voi che avreste fatto? Il mio istinto di sopravvivenza si è rifiutato di prendere una altro paio di lenzuola e cambiare il letto…abbiamo dormito sul materasso!

Ormai quella del non sonno è una condizione che ho interiorizzato, ci ho fatto il callo e aspetto che i miei fetenti adorati nani comprendano che la loro mamma sarebbe tanto più felice se loro passassero la notte a dormire.
Tutto questo preambolo per dire che avrete sonno, vi accascerete negli orari più improbabili ma non morirete e magari ne scriverete pure ma…resistete (aspettando l’università).

post signature