E decidere di iniziare a vivere

Quella appena passata è stata una giornata faticosa, febbre, letto e un occhio continuo su twitter e facebook per seguire le persone che abitano nella zona del terremoto. Ma è stata anche una giornata di riflessioni dopo aver visto immagini tristi e di morte. In fondo è così, gli avvenimenti tragici, anche se non ci colpiscono direttamente, fanno sempre pensare alla propria situazione; è come avvertire delle piccole scosse elettriche che ti fanno vedere le cose con una giusta prospettiva.

Sono stata a letto a riflettere su quanto la vita sia incerta, sul fatto che non sempre dipende da noi il nostro futuro, ed ho avuto paura, quella paura che ti prende allo stomaco quando ti rendi conto che non stai facendo abbastanza, che non stai giocando le tue carte al meglio.
Vi capitano quei momenti in cui vi guardate dal di fuori e riuscite a cogliere dei particolari che di solito vi sfuggono? Quei momenti in cui avvertite la pirandelliana sensazione di non essere al 100% voi stessi.
Ed allora si fanno i bilanci, e si decide che per quel che riguarda la vostra volontà voi ce la metterete tutta, che non vi lascerete influenzare più di tanto dai normali problemi quotidiani e che se avete un sogno lotterete con tutte le vostre forza per realizzarlo. Perché la vita è così, vai a dormire ma non sai mai quello che ti capiterà il giorno dopo, non sai mai se il tempo perso potrai recuperalo, di certo nessuno te lo ridarà.
Nessuno si ricorderà delle liti sul posto di lavoro, del negoziante sgarbato o della suocera invadente, ma tutti avranno ben chiaro il resoconto delle proprie scelte.

Poco fa ho letto questo post di Robin e mi sono chiesta se è normale vivere così, e trasmettere queste idee, se alzarsi la mattina  e dire certe cose in una riunione durante un terremoto sia da ascrivere ad una persona sana. O se invece sarebbe giusto decidere che la vita è una, e scrollarsi un po’ di paura e di polvere e di iniziare a vivere, vivere veramente, con l’intensità tipica di chi si è reso conto che non avrà un’altra opportunità.

Ho scritto e pensato con addosso la febbre e nel sangue un po’ di paracetamolo, ma poche volte ho avuto così chiaro un obiettivo da raggiungere…che dite me lo fate qualche “in bocca al lupo?”
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