Fenomenologia della doccia

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“Mi faccio una doccia al volo e arrivo!”
Quante volte avete pronunciato queste parole? Io tante, e finiva sempre con me bollita dopo mezz’ora di acqua bollente e un bagno che sembrava di essere in una sauna di Hammameth.

La doccia al volo si trasformava in :
entrare nella doccia
prima passata di acqua
prima passata di shampoo
seconda passata di shampoo
balsamo
crema ristrutturante (visto che ci stai che saranno 10 minuti di posa?)
bagnoschiuma
scrub fango guam alle alghe del Mar Morto
guanto di crine (io ho la pelle difficile…si anche quella!)
lametta, una volta che siamo pulite mica è carino uscire con i peli…
risciacqua la crema
si esce dalla doccia
crema veloce al corpo
occhiatina ai piedi
unghie tagliate
asciugatura capelli
eventuale piastra
olio ai semi di lino
a ta dan eccoci pronte in lampo.

Passa il tempo e si decide di procreare e quella che prima era una gioia si trasforma in una semi impresa. I primi periodi la doccia scompare dai gesti quotidiani per poi ricomparire ma leggermente modificata

Stanno facendo un puzzle, via al cronometro
inizio doccia con l’acqua ancora fredda
passaggio veloce  di bagnoschiuma
shampoo e balsamo insieme
nel frattempo il puzzle ha già stufato e compaiono sulla porta della doccia due facce incollate a guardare la mamma ignuda sotto l’acqua che nel frattempo esce e rimane con i capelli gocciolanti perché mica il puzzle può rimanere incompleto!

Vabbè mica si può volere tutto dalla vita…e in fondo le ascelle rasta stanno per diventare una moda 😉

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