Il microcosmo dei blog

Quante volte avete sentito l’espressione “l’uomo è un animale sociale”? Io infinite volte, e mi è tornata alla mente in questi giorni che ho avuto più tempo per riflettere e leggere, e meno per scrivere; tralasciando i misantropi, è proprio vero che ricreiamo comunità ovunque ci troviamo, fosse anche stare vicino agli sconosciuti in ascensore. La cosa che mi ha sempre colpita e incuriosita dell’uomo è il bisogno fisico che si ha di far parte di un gruppo, di stare insieme a persone simili a noi, e nel mondo virtuale questa cosa non cambia, anzi a  volte si amplifica.

Il mio primo approccio ad una comunità virtuale risale a parecchi anni ormai, quando mi iscrissi ad un forum di mamme, e lì notai per la prima volta quanto un gruppo di gente che non si conosce possa essere unito. La cosa che mi ha sempre divertito di queste realtà è la varietà di gente che si conosce, e le stranezze che si leggono, e questo ovviamente vale anche per la blogosfera.
Quando si legge un blog, seppur con la limitazione di non cogliere tutte le possibili sfumature, si delinea abbastanza bene un autore. Eccovene una carrellata:

la mamma blogger, quella che parla solo e soltanto di cacche e vomiti e moccioli verdi, e di solito appartiene alla razza “bimbocentriche”; tutto gira intorno al pupo, ogni uscita, ogni pensiero, ogni interazione sociale è legata a doppio filo con il minorenne di casa. Sono spesso presenti frasi di disappunto verso le mamme con vita sociale attiva, verso tutte quelle donne che non si sentono in colpa a lasciare i figli per un fine settimana votato al cazzeggio e al sonno no-stop.

la blogger snob, però ora non mi date della stronza se lo scrivo.
Voi sapete che il mio blog esiste da poco, ma non vuol dire che io non li legga da anni, ed ho notato che alcune blogger se la tirano. Passatemi il termine gergale, ma leggendo alcuni blog mi sembra di tornare ai tempi del liceo, quando c’era il gruppo dei fighi e poi tutti gli altri. Che poi di figo non ho mai capito che avessero, ma tali erano agli occhi di tutti.
Io non ero una di quelle, e neanche ci ho mai provato, ed ora a distanza di anni certe blogger mi ricordano quei personaggi. E queste blogger mi stanno abbondantemente sulla palle scatole come i fighi del liceo.

la blogger con schiere di fan urlanti spesso ventenni, scrive poco, ma quando lo fa infarcisce il post con qualche parolaccia e un aneddoto sessuale che sta sempre bene, e dopo si scatenano i commenti alla “pure io”.

le beauty blogger che parlano anche dei pregi e  difetti della limetta di carta comprata da Kiko.

le fashion blogger che passano le loro giornate ad indossare e camminare con qualsiasi mise mentre il fidanzato scatta centinaia di foto stile sigla di sex and the city.

le blogger affette da “accumulo compulsivo di gadget”, che ogni volta che entri in certi blog vorresti essere un hacker per infettare tutto con un virus e farlo scomparire dal web.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare.
Apri la pagina e vieni catapultata in un’altra dimensione fatta di cursori animati, musica (vi prego levate la musica!), stelline-fiocchi di neve-conigli saltellanti, il tutto farcito da fiori, uccellini sparsi ovunque, scritte luccicose e una firma carattere 72 fosforescente e lampeggiante.
Mai sentito parlare di ” less is more?”

Vabbè dopo una settimana di convivenza con la mia mamma, che mi ha fatto notare quanto io debba dimagrire ogni 43 secondi, mica vi aspettavate un post dolce no?

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