Al mare vedo

Magari questo vi potrà sembrare un post politically scorrect, ma non lo è proprio del tutto, la verità è che l’approccio al mare di chi arriva dalla città spesso è diverso da chi al mare ci é cresciuto come la scrivente.
Venire al mare adesso é una fantastica esperienza antropologica, una specie di cinema gratis.

Al mare vedo

– ragazzi con sopracciglia così curate che mi fanno vergognare di togliere gli occhiali, e sono quasi sicura che se entrassi nei loro bagni mi batterebbero sul numero di prodotti usati;
– tacchi sulla spiaggia. Parliamone vi prego, aiutatemi nella mia battaglia contro il tacco in spiaggia, contro l’idea che indossandolo si è più alte, non è vero! Il tacco affonda nelle sabbia, è inutile!
– tatuaggi di teneri e piccoli animali che peró fatti su certi seni si trasformano nei loro antenati preistorici. Se avete un seno prosperoso voi ci vedete una farfalla, gli altri un aquila.
– donne che non si arrendono davanti al tempo e sfoggiano tanga che fanno ribrezzo. Non sono cattiva, dico solo che certe cose si possono indossare solo con un bel sedere sodo. E basta!
– ma la regola che al mare non si indossano i gioielli non era ormai consolidata? Ed allora perché vedo ragazze fare il bagno con orecchini giganti nei colori flou che sbattono loro in faccia ad ogni onda?
– immense borse termiche, dove con molta probabilità ci sta dentro anche il pranzo di ferragosto
– e poi il mistero dei misteri, ma come diavolo fate voi, umani come me, a camminare scalzi sulla sabbia con una temperatura di 85 gradi???

To be continued…

Ps informazione di servizio: la grafica del blog non è cambiata ma se leggete questo post da un link lo leggerete con una grafica diversa, forse perché lo invio con l’ Icoso.

Ps 2 potete aggiungere le vostre oscenità da spiaggia 😉