L’almanacco dei capelli

Ciao sono Laura, e ad agosto mi trasformo in una scopa di saggina, di quelle vecchie e stra usate.
Posso fare qualsiasi la qualunque ai miei capelli, ma qualsiasi colore più chiaro del castano scuro io faccia, nell’ultimo mese estivo si trasforma in un biondo-ramato-dorato-migliore amico della stoppa. Una bellezza insomma.
Quest’anno dovrò correre ai ripari prima di farmi vedere dai due membri perfettini della famiglia, aka madre pignola e fratello infame (franci ti voglio bene lo sai!), se voglio evitare quello sguardo di disapprovazione che fa tanto cenerentola versione stracciona.

Quindi prima di partire per le vere vacanze con il marito incorporato, urge seduta restauratrice dalla nuova parrucchiera che dallo status di “in prova” sta passando ad “ufficiale”.
Però fermi tutti, e l’almanacco?
Non vi sarete mica scordati dell’almanacco vero?
Secondo quello di agosto, gli unici gorni giusti per operare qualsiasi forma di rianimazione sui miei capelli sono quelli dal 17 al 22. Perfetto, mi toccheranno i tanto desiderati sguardi.

Oppure me ne frego beatamente, e mi abbandono nelle mani della parrucchiera sempre incazzata sotto casa, sperando di non uscire con un taglio vomitevole, un colore cane  che fugge e l’autostima sotto le suole. Insomma amo una vita spericolata.

Maledetto Almanacco!

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