Una settimana con mammà

La mia settimana da figlia è finita da qualche giorno, la mamma è ripartita, ed arrivata sana e salva da mio padre che avrà mangiato per una settimana pasta con il sugo e insalata di tonno.
Ogni volta che sto con i miei tendo a stilare dei piccoli consuntivi, rifletto sul mio essere figlia, sul rapportarmi come adulta con loro.
Mi hanno detto che vicino a mia madre divento “più piccola”, come se scomparisse un po’ di me vicino a mia madre, e questa frase mi ha fatto rimuginare non sapete quanto. E se fosse vero? Se veramente io non mostrassi tutta me stessa quando sono insieme a lei?

Oddio mi sa che è vero, altrimenti perché non dirle del blog?
La verità è che sono la prima a non essere sincera, forse per paura di essere giudicata, perché certe cose è più facile non dirle, che dirle e argomentarle. Ma come si esce da questo gap di comunicazione? Si va dalla propria madre ed all’improvviso le si parla senza barriere? Io giuro che vorrei farlo, forse così pure lei non mi vedrebbe più solo come figlia, ma anche come donna. E magari davanti ad un film potremmo fare delle battute, senza restare come due salami surgelati sul divano davanti ad una scena di sesso.
Prendete il film “il cigno nero”, come mai avrei potuto guardarlo con mia madre senza volermi sotterrare davanti a carte scene, mentre mia madre si sarebbe inventata una pezza con ammoniaca da sciacquare o l’impellente desiderio di parlare di Nonna Peppa ormai salita in cielo?
Io mica chiedo tanto no?

Sapete cosa credo? Che i genitori sono prima di tutto delle persone, e tanti conflitti, e diciamolo pure tanti piccoli traumi, potrebbero essere evitati se li si considerasse come essere umani prima di tutto.
Sono i nostri genitori è vero, ma se li guardassimo anche come persone non ci arrabbieremmo di meno su certe cose? Io sicuramente si!

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