Coltivare la bellezza

Mi sono seduta per scrivere un breve post di saluti fotografico e mi sono ritrovata a pensare con le parole.  Le nostre giornate scorrono tranquille, uguali tra di loro, tra ritmi vacanzieri dettati dal mare e null’altro, ma non per questo non riesco a guardarmi intorno chiedendomi tante cose.
La mia vuole essere una riflessione su quanto l’idea di bellezza sia stata messa in letargo nel più basso cassetto delle cose da coltivare, e quando parlo di bellezza non mi riferisco ovviamente a quella esteriore, non solo, ma all’idea generale che nella vita si dovrebbe sempre ricercare il bello specialmente interiore.
Il concetto ormai impregnante della società che se non hai non sei ha raggiunto vette olimpioniche, e tutti ormai fanno a gara con il vicino comprando e spendendo ma soprattutto mostrando. Questa estate la ricorderò come l’estate dell’ ostentazione, della malattia che pervade tanti spinti dan un morbo infestante a mostrare il più possibile, non importa cosa, che sia la macchina, la barca, o la volgarità raggiunta. I modi da cafone, quella mancanza diffusa di educazione civica che tutti mostrano senza curarsi di dare fastidio a chi sta vicino.
Lessi una volta una frase, non ricordo di chi, che diceva “la tua libertà finisce quando inizia quella dell’altro”, e questo semplice concetto sarebbe utile stamparlo e regalarlo a tutti quelli che pensano che io sia obbligata a sentire e vedere ogni cosa con spirito di sopportazione degno di una martire.
Invece io non solo non sopporto, ma mal tollero chi vive e sbandiera in maniera quasi impertinente la sua mancanza di sensibilità e buon gusto.
La libertà é in assoluto la cosa più preziosa che ci sia, ma ogni tanto proviamo anche a pensare che coltivare un mondo più bello farebbe bene anche all’anima, che il pensare all’altro ma non é da fessi ma da persone sensibili, e che cercare di creare un mondo migliore é un regalo che facciamo a noi stessi.

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