Il Lughnasadh e il mio agosto di riflessione

Io sono quella dei buoni propositi, che a cadenza quasi fissa scrivo, rileggo, cambio e riscrivo.
Non so se dipende dal segno zodiacale, che leggo essere portato al cambiamento continuo di idea, o perchè sono in quella della fase della vita in cui ho un sogno ma sono sul margine di quel burrone che sai di poter attraversare con un salto, ma hai lo stesso tanta paura, sta di fatto che non faccio altro che pensare, pensare e rimuginare su scelte che vorrei fare, e spero non mi porteranno a schiantarmi dolorasamente.
Ho scoperto da poco, leggendo la rivista “terra nuova”, che agosto si apre con una festa wicca, il Lughnasadh, la festa del primo raccolto, è questo un mese dunque di raccolta e riflessione sul ciclo universale che ad ogni stagione rende possibile nuovamente la vita. Vedete, ci sta addirittura una festa di antica tradizione che rende il mio periodo di riflessione ancora più giustificato, quindi non posso che fare mia questa festa e sperare che questo mese, che passerò con la persona che ho sposato ma che purtroppo non vedo tantissimo durante l’anno, mi porti a consuntivi positivi, e mi dia ancora più forza e coraggio per scelte che forse avrò il coraggio di fare.
Già mi vedo con carta e penna a stilare pro e contro, sviscerare fino alla più piccola minuzia, e poi pensare e pensare e godere di quel silenzio pieno di riflessione che solo certi luoghi sanno dare.

Mi regalerò un bagno notturno nelle acque ricolme di storia, e mi farò consigliare dal suono immutato nel tempo di quelle onde sempre uguali e sempre diverse.
Vorrei riuscire a descrivere quel suono che mi regala tanta serenità, quel fruscio ritmico, quel rumore lento di sassi spostati mi regala sempre momenti di riflessioni per me fondamentali.

Quindi ad agosto avrò anche io il mio Lughnasadh, sperando di raccogliere un raccolto degno di questo nome durante l’anno.

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