Il punto di rottura

Me lo date il permesso di fare un piccolo post di sfogo?
Un post di quelli pesanti, che quasi quasi ti passa la voglia di leggerli.

Mi chiedevo qual è il punto di rottura dell’indignazione, perché da qualche parte sto punto ci deve stare no? Tutti a lamentarsi, a parlare con il vicino e con la vecchietta sull’autobus, tutti a dire che la crisi ci sta, che si respira nell’aria e nei negozi vuoti.
Ma poi?

Mi sa che mica basta dirlo sapete? Perché io mi sarei un attimino rotta le scatole di questa situazione, dei politici che aprono bocca e danno fiato, dei miliardi sprecati e di asili senza posti, di feste opinabili e di politici ignoranti.

Mi viene la nausea a sentire gente ignorante sedere sui loro sacri scranni in parlamento, leggere l’arroganza delle loro parole, ho travasi di bile ogni volta che qualche notizia viene fuori, una notizia che dimostra la vergognosa sfrontatezza con cui certi personaggi fanno i loro comodi, senza curarsi di tutti quelli che dovrebbero essere i destinatari ultimi delle leggi di questo paese.

Ora, anche se mi vorrei sbagliare, provo rabbia a pensare che tutte le porcate che succedono siano fatte con i soldi nostri. E come mai siamo pronti a litigare per sciocchezze, ma poi le cose serie ci fanno indignare ma non scendere in piazza?

Siamo pronti a dormire fuori da un negozio per poter essere i primi ad avere l’ultimo melafonino, ma quando si tratta di cercare di mandare a casa una classe politica che fa vomitare non facciamo abbastanza.

La mia è anche un’autocritica ovviamente, sono la prima a rendermi conto di non fare abbastanza, la prima che guarda schifata report ma non va a Montecitorio a manifestare.

E penso di sbagliare, perché un genitore non dovrebbe fare il massimo per rendere il posto in cui vive migliore per i propri figli? E se non bastasse quello che facciamo nel quotidiano?

Li guardo dormire e mi spavento. Ho paura del futuro, paura di non fare abbastanza, e di vedersi avvicinare a quel punto in cui è difficile tornare indietro e riparare i danni.

E chiudo dicendovi che ho deciso di fare outing, sono una lombrosiana convinta.