Il gioco della moda

Ci sono delle immagini ricorrenti nella vita di ognuno di noi, immagini che restano nei nostri cassetti della memoria e ci fanno compagnia.

Uno dei miei ricordi più belli è mia nonna seduta sulla sua sedia, con i suoi grandi occhiali che le facevano diventare gli occhi enormi, e che indossava quando cuciva, e quel piede che azionava la sua vecchia singer.
Sembrava non stancarsi mai di stare davanti a quella macchina, quella macchina comprata prima della guerra e che l’ha accompagnata per tutta la vita.
Lei era sempre lì per rammendare, cucire, e in quei cassettini pieni di aghi e fili sono passate le mani di tutti i nipoti.
Io amavo mia nonna, amavo la sua capacità di vedere sempre il bello della vita, il suo amore per tutti.
E amavo la sua capacità di cucire, era capace di rendere speciale un piccolo scampolo di stoffa trasformandolo in un cuscino, una borsa o un grembiule per noi piccoli.
Quei ritagli di stoffa non erano scarti, erano storie non ancora compiute, ed io, anche se priva del suo talento, ho sempre amato ritagliare e creare vestiti per le mie bambole.
Mi divertivo un mondo a tagliare vecchi cuscini, camicie smesse di mio padre, e le mie barbie avevano sempre a disposizione un davvero fornito guardaroba.

Nell’infinita lista dei lavori che ho voluto fare la stilista non è mancata ovviamente, ma il talento ce lo devi avere per fari certi mestieri, e l’idea ha presto lasciato il campo ad altri sogni.
La passione c’è sempre però, e l’ho ritrovata ora che sono madre con la piccola creativa seienne che ho partorito.
Lei è sempre pronta per fare un lavoretto, le forbici e le stoffe la incuriosiscono, e quando è arrivato il pacco con il regalo della Crayola mandato da fattore mamma non credeva ai suoi occhi.
Un vero e proprio negozio con atelier da ricreare, con tanto di manichini, stoffe e cartamodelli. Un paradiso.
Lei sono giorni che ci gioca, ed io pure perché sono bambina dentro, e mi piace divertirmi.
Taglia, crea cinte, mette glitter ovunque, si diverte insomma. E i manichini sono diventati cavie per vestiti fatti di cartapesta, plastilina, pezzi di stoffa e chi più ne ha, più ne metta.
Un gioco dovrebbe essere così, stimolare la creatività e la voglia di fare dei bambini, e questo ci riesce in modo perfetto.
E sapete che mi è venuta la voglia di comprarmi burda (esiste ancora?) e provare a creare qualcosa con cui vergognarmi l’estate prossima?
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