Il razzismo spiegato ai bambini con un libro

E’ la prima volta che partecipo con un post al “venerdì del libro” di Homemademamma.
Non so perché non l’ho fatto fin’ora, forse amo talmente tanto i libri che ho paura di non saperne parlare bene.
Perché mica è facile sedersi e scrivere una recensione, si rischia spesso di essere banali e probabilmente è quello che penserete leggendomi, ma questo è un libro che mi è piaciuto tanto perché pensato bene, con le parole giuste. 
Spesso i libri divertono, ma non è facile trovarne uno capace di insegnare tanto in poche pagine.
Uno di quei libri con cui è facile spiegare ad un bambino il non-senso del ragionamento razzista.

Racconta la storia di una diversità, che non viene accettata subito, perché spesso per tanti non è facile guardare il colore della pelle, e non vederci altro che una pigmentazione diversa dalla nostra.
I bambini nascono senza sovrastrutture mentali, non appartengono al loro pensare schemi rigidi e pregiudizi.
Il pregiudizio è degli adulti, è di chi vede nella diversità una cosa in meno, e non un quid in più.

Il libro racconta la storia dell’elefantino dalla pelle verde, escluso dagli altri animali perché diverso. Lui ci prova ad essere accettato, e nasconde la sua vera identità cercando di camuffarsi, ma viene scoperto e mandato via in malo modo.
Ed è triste, tanto triste perché si sente solo.
Ma solo non è perché ci sta qualcuno che guarda al di là del colore della pelle e lo invita a giocare.
Nasce un’amicizia, e non importa che siano tre animali di tre razze diverse, tre storie e identità non simili tra loro, quello che importa è trovarsi, condividere momenti e felicità.
Camminare insieme.
E poi succede che la foresta va in fiamme e il piccolo elefantino aiuta tutti.
Arriva la pioggia che non solo spegne le fiamme, ma anche i pregiudizi di chi aveva visto solo la diversità e l’apparenza e non la sostanza.
Una volta mia figlia mi ha detto che noi non abbiamo la pelle rosa come la gente con la carnagione chiara, ma marroncina.
E mi ha stupito perchè io non ci avevo mai pensato.
I bambini riescono a cogliere sfumature che a noi sfuggono, e vedo il mondo per quello che è, senza connotazioni positive e negative.
Il razzismo è un fatto culturale, chi cresce con certe idee è perché è stato educato a quelle idee, e il nostro compito è spiegare ai nostri figli che non esiste l’accezione negativa di diversità, perché tutti siamo diversi dagli altri.
E di certo questo non è mai troppo presto per insegnarlo.
L’elefantino verde, Franza Huner Eugen Sopko, traduzione di Giovanna Agabio
Edizioni ArKa, Milano
ISBN 88-85762-07-7