Io e il multitasking: cronaca di un fallimento.

Ci ho provato, credevo anche di essere brava.

Mi sono illusa fino alla fine, per poi crollare dinanzi alla verità, che non sono adatta ad essere una donna multitasking.
Ti dicono che la donna ne è capace, che è fattibile fare tutto e farlo al meglio.
Lo sarà per qualcuna, ma non per me.
Mi devo rassegnare ed accettare la realtà, non sono brava a fare ennemila cose contemporaneamente perché mi vengono tutte male.
E quindi dovrò cambiare, dovrò imparare a gestire il tempo in maniera diversa, senza pensare che visto che sto a casa ce la posso fare a far tutto.
La verità è che non lo riesco a fare.
Non sono capace di aggiustare i letti mentre penso a cosa scrivere e la lavatrice sta finendo.
Mentre compro le verdure al mercato non posso controllare le email, e devo trovare del tempo per i miei capelli, che è vero che li ho tagliati ma lavarli ogni tanto sarebbe carino.
Devo darmi dei compiti, e rispettarli.
Perché il problema sta anche qui, rimando finché non arrivo all’ultimo secondo disponibile.
Ed arrivo con l’acqua alla gola, facendo l’una di notte ed andando a letto così stanca da non riuscire a prendere sonno.
Devo accettare la mia natura, e credetemi se dico che ammiro voi che riuscite a fare tutto bene, io per fare le cose bene le devo fare una alla volta, altrimenti escono fuori delle peciate. Che non piacciono a  nessuno si sa.
Quindi il mio prossimo obiettivo è l’organizzazione mentale, dovrò fare i compiti insomma, dovrò creare un mio metodo di lavoro che non mi faccia soccombere tra calzini spaiati e scadenze da rispettare.
Che poi sti calzini spaiati ricompariranno? Ditemi di si vi prego. E il maglione nero? Diventando più brava si commuoverà e spunterà fuori me lo sento.
Deve succedere, perché altrimenti vuol dire che sono venuta ad abitare nell’unica casa al mondo che non nasconde ma ruba.

La vostra Laura monotasking vi saluta. Ora tocca a voi raccontarmi le vostre peripezie giornaliere di mono o multi tasking :)

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