La madre che vorrei essere

Ieri c’è stata la riunione per eleggere i rappresentanti di classe, ed indovinate un po’ chi ha avuto la felicissima idea di auto candidarsi?
Si, la sottoscritta, insieme alla mia amica e vicina di casa.
Capite la portata dell’evento? Mia figlia sta in prima elementare? Tempo un niente e mi chiederà le chiavi di casa, ed al padre verrà un infarto.
Li prendi in braccio al prima volta e dopo un battito di ciglia te li ritrovi a scuola, a fare comunella con le amiche, ad avere segreti, e a volersi mettere il rossetto per le bimbe.
E’ davvero strano portarla a giocare in oratorio e vederla giocare, seduta insieme alle sue compagne mentre ridono per non ho idea cosa.
Io ho sempre voluto essere madre, ma ammetto che non immaginavo fosse così difficile.
Tutto è condito dall’immensa felicità data dal vederli crescere, ma è davvero tosta essere dei buoni genitori e non allontanarsi troppo dall’idea originaria che si aveva.

Non saprei neanche bene dire che madre vorrei essere.
Credo una di quelle che non hai paura di chiamare se combini un casino, che sai che ti farà una mega scenata ma di cui ti puoi sempre fidare; una che ti accompagnerà a fare shopping e a provare gli ombretti, e cercherà di non baciarti per non farti vergognare. Ma poi si arrabbierà come una biscia per qualche stupidaggine, perché mica voglio infrangere tutti i luoghi comuni legati all’essere madre 😉

Chi di voi guardava “una mamma per amica”? Ecco io ho amato quel telefilm, pensavo che lei fosse davvero brava come mamma, e se avevo un modello era quello.
Poi tua figlia cresce e ti rendi conto che mica è facile seguire quel modello, essere un’amica che però sappia dare le giuste regole, e sappia essere autoritaria quando serve.
Dicono che non esistono regole precise per crescere bene i figli, che ogni madre è quella giusta perché si fida del suo istinto, dicono così ma sarà vero?

Come si fa a capire se le nostre scelte sono giuste? Mi sa che non si può vero?
Mi toccherà sbagliare.
Dovrò andare alla cieca, sperando di fare la scelta giusta, sperando che durante l’adolescenza non mi odi più del normale.

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