C’erano una volta le décolleté

In principio erano quattro: autunno, inverno, primavera ed estate. Erano abbastanza puntuali, anche se ogni tanto regalavano qualche sorpresa, e tutti noi eravamo preparati e ben equipaggiati.

Vi erano i maglioncini di cotone a settembre, gli zoccoli ad agosto per scendere al mare, i piumini a gennaio e i giubbotti jeans a maggio. E pure le scarpe avevano la loro ragion d’essere in base al mese dell’anno. Avevano.

Ed ora? Ora ci sta l’anarchia, la mancanza assoluta di regole, eppure io sono una che non ama molto gli schemi e le imposizioni anche minime. Amo però il senso della misura, dell’equilibrio dei tempi, del rispetto per le varie stagioni.

Non so se è una cosa che dipende dalla grande città o succede dappertutto, ma qui al primo raggio di sole di maggio tirano fuori sandali, canottiere e infradito, mentre al primo venticello di settembre ecco spuntare gli Ugg con pelliccia di canguro e piumino quasi da neve.

Una volta le divise erano solo degli adolescenti che facevano gruppo, io ad esempio ho attraversato il periodo “vado ovunque con la mia borsa bianca e nera di canapa” , tanto lunga che arrivava al ginocchio, il tutto orrendamente corredato da un paio di scarpe che facevano sembrare il mio piede più grande di 5 numeri. Ma avevo 14 anni e ciò mi giustificava.

Quello che però non si possono giustificare sono le persone che hanno dimenticato che esiste una gamma abbastanza variegata di scarpe da indossare prima dello stivale doposcì, non è che vivete in un modo in cui piove azoto liquido e vi si congelano i piedi appena si scende sotto i 30 gradi!

Vi aiuto, e vi stilo un po’ di scarpe che è possibile trovare in un negozio qualsiasi di calzature:

  • Ballerine, di ogni forma e colore,
  • Chanel, quelle chiuse davanti e aperte dietro,
  • Décolleté per ogni gusto, da quelle con il tacco basso allo stiletto
  • Mary Jane, che mi raccomando non indossate se avete una caviglia che assomiglia ad una zampa di elefante,
  • Le francesine
  • I tronchetti
  • Gli stivali

Solo dopo gli stivali tradizionali, ci sono quelli con la pelliccia di cane morto, e se non volete una coltura di funghi, sarebbe meglio scegliere di indossarli quando la temperatura è vicina allo zero, e magari quando sopra non indossate una canottiera.

Fate le brave su e fatemi contenta 😉