L’anima gemella non esiste

Ho giocato con le barbie fino a 12 anni e le storie d’amore hanno sempre condito le nostre sceneggiature, e anche diventata grande mi è rimasta questa passione per le grandi passioni, quelle che condizionano la vita e ti fanno fare delle magnifiche pazzie. Quelle da film insomma.

Ho deciso di sposarmi a 23 anni, il giorno del mio compleanno, mentre passeggiavo per i viali di Bruges e stavo in erasmus. Mi hanno data della pazza, credo che qualcuno abbia anche pensato che fosse una bella cavolata sposarsi così giovane, ma io l’ho voluto e lo voglio tutt’ora.

Non ho mai creduto fino in fondo all’anima gemella, alla romantica storia delle due mele che combaciano, alle anime che tra mille avversità si ritrovano. Io ho sempre creduto anche alla parte mentale dell’amore, quella che ti porta a scegliere la persona più giusta per te, nella parte razionale dell’amore. L’amore secondo me non basta a costruire una relazione giusta per noi, una storia che ci faccia stare bene, esiste quella componente che ti fa scegliere non solo con il cuore, ma anche con la testa. Lo so che può sembrare poco romantico, ma per me è così. Io ho deciso di stare con il mio compagno di vita, ho deciso che avrei costruito una famiglia con lui, che avrei cercato di superare le difficoltà, consapevole che stare con una persona è difficile, anche spesso a volte.

Conosco persone soffrire, stare con uomini sbagliati per loro, incaponirsi in nome dell’amore a continuare una storia che non le rende felici, e mi chiedo perché? Perché non scegliere la felicità? Perché decidere di essere infelici in nome dell’amore? Amare è bellissimo, non può portare sofferenza, deve solo fare stare bene, e se non lo fa è un amore sbagliato. Superare i problemi è una cosa, svegliarsi la mattina ed avere la voglia di richiudere gli occhi è un altra.

E le regole per far funzionare un rapporto esistono? Secondo me si. Noi abbiamo trovato un nostro equilibrio, sappiamo che ogni tanto abbiamo un bisogno fisiologico di passare qualche ora insieme, ma anche di avere i nostri spazi. Sappiamo di esserci se serve, ma non abbiamo bisogno di continue conferme, viaggiamo vicini, quel tanto che basta per prenderci la mano se ne abbiamo voglia, ma con la distanza giusta per non perdere le nostre identità.
Possiamo anche non sentirci per ore intere, ma sappiamo che non dipende dalla voglia di non sentirci.
Noi funzioniamo così, e se io passo la serata a twittare e vedere xfactor, lui mi chiede come mai rido e vuole leggere pure lui, e se lui ha avuto una giornata complicata e stressante e torna a casa tardi senza voglia di parlare lo lascio perdere.
Non ha importanza sposarsi o no, il vero matrimonio è nel cuore e nella scelta che si ripete ogni giorno di stare insieme.

In fondo pure io sono un poco romantica, l’unica differenza è che non accendo le candele 😉