Le feste di compleanno di una volta

Uno dei miei ricordi di infanzia è l’immagine di mia madre che cerca di decorare una torta di compleanno, il cui pan di Spagna è miracolosamente cresciuto della stessa misura, e cerca di far uscire palline di ugual misura dalla sacca da pasticciere. Credo fosse il mio sesto compleanno, e lo ricordo così bene per via delle foto, poche, scattate da mio padre e custodite generosamente negli album di famiglia, quando le foto erano piccole e pure poche.

Gli invitati di quella festa erano pochi, tutti amici di famiglia e vicini di casa, come la nonna finta, finta perché non vi era nessuna parentela se non un affetto profondo. Non esistevano Playstation o Nintendo a farci compagnia, ma solo due gambe ed un cortile, e tanta voglia di giocare dopo aver mangiato l’immancabile panino con il salame.

Ricordo poi il compleanno dei 9 anni, sempre festeggiato in casa, e lo ricordo perché indossavo una bellissima gonna con le balze 🙂
Non so se ci siano stati altri compleanni, io non li ricordo.

Ho festeggiato i miei 18 anni con un pranzo con i miei amici più stretti e nulla di più, e sono stata catapultata nel girone infernale delle feste di compleanno solo una volta diventata mamma. Diciamo che io è marito non siamo grandi amanti delle feste, e fino ad ora siamo riusciti a organizzare solo le feste necessarie, ma non per questo riesco ad evitare le feste dei compagni.

Mi chiedo se siamo noi quelli strani, oppure si esagera un po’ con il festeggiare alla grande ogni compleanno. Noi spesso decidiamo di fare qualche gita e qualcosa l’abbiamo organizzata qui a casa con gli amici più stretti, ma credo che pochissimi altri facciano come noi.
Sarà che io sento sempre il fascino del casalingo, ma mi chiedevo se sono io quella strana, quella che
cerca di prenotare il meno possibile il gonfiabile di turno con una media di bambini per metro quadro altissima, oppure non sono l’unica.

Mi toccherà soccombere e festeggiare ogni compleanno da qua ai 18 anni?

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