Le mamme di “Casa Iride”

Quando sono stata contattata in qualità di Blog angel a presenziare all’inaugurazione della cucina di Casa Iride non avevo idea di cosa fosse, quale fosse l’associazione, e sono andata a studiare. Ed ho avuto paura, di quella viscerale che ti prende allo stomaco, e che non sai se sarai capace di affrontare, perché emotivamente impreparata.
Nella vita di tutti i giorni si tende a non pensare mai alle cose che possono succedere, finché un giorno la vita non ti fa sbattere contro un muro, ti fa crollare tutte le certezze, e la tua vita non esiste più, o perlomeno non esiste più come l’avevi conosciuta fino ad allora.
Coincidenza ha voluto che il progetto venisse inaugurato dietro casa mia, ed io la mattina di mercoledì della scorsa settimana ho parcheggiato la macchina e sono entrata in un luogo che non conoscevo, e sono entrata senza sapere cosa aspettarmi.
Mi sono ritrovata insieme a tante mamme, tutte con i volti segnati dalle prove della vita, con occhi che hanno smesso di piangere, in parte perché senza più lacrime, ed in parte perché, nonostante tutto, la vita continua anche se tuo figlio si trova in un letto in coma vegetativo.

Non vi parlerò di termini tecnici, che non servono a nulla, ma di quello che ho visto e vissuto, e anche adesso che scrivo mi fa tornare la pelle d’oca, di come la vita possa cambiare in un attimo non solo a chi finisce su quel letto, ma a tutta la sua famiglia.
Ho pensato, scritto e cancellato non so quante volte, ho cercato di far passare attraverso queste parole, anche in una piccolissima parte, ciò che vuol dire avere un figlio seduto in una sedia, che non ti guarda, non ti parla e ti fa sentire impotente, perché tu daresti la tua vita per riportarlo all’attimo prima del dannato incidente che lo ha portato via.
Ma non si può fare, quindi non resta che affrontare il quotidiano, i problemi pratici, e il fatto che la vita continua, anche se adesso si ha un macigno sulle spalle da dover portare.
Si dice spesso che i problemi si affrontano quando arrivano, ma alcuni sono più impegnativi di altri ed hanno bisogno di più sforzi, non solo da parte della famiglia, ma anche della società e della politica.
Casa Iride è una casa collettiva, un bellissimo progetto dell’ Associazione Risveglio Onlus in collaborazione con il comune di Roma e l’USL Bche  indirizza la sua attività di volontariato a favore delle persone colpite da traumi cranio-encefalici e svolge la sua attività di informazione, sensibilizzazione, prevenzione in relazione alle problematiche connesse.
Il progetto presentato a “Idee per le mamme“, e che ha ricevuto il finanziamento di Dash, è la creazione di una cucina, un luogo di condivisione per quelle mamme che hanno una doppia casa, una in cui vivono, ed una in cui passano la giornata vicino ai propri figli, dove parlano loro, e dove trascorrono ore insieme ad altre donne che condividono il loro stesso destino
Casa iride come i colori dell’arcobaleno che caratterizzano ogni stanza, perché anche se in maniera diversa, si continua a vivere, e i colori servono anche all’anima.
I ragazzi non sono ospiti ma vivono in questa casa, che non è solo un progetto, ma un modo altro di concepire l’assistenza al malato, un modo in cui si viene sempre visti come persone, un modo di considerare non solo i costi economici di uno stato, ma anche quelli sociali.
L’assistenza in una casa collettiva costa molto di meno di quella che costerebbe in un ospedale, o in casa seguiti da specialisti, ma non è solo il lato economico a renderla speciale, è la parte umana che dovrebbe portare questo progetto da pilota ad esempio di un modo altro di vivere lo stato di coma.
Io non ero nella commissione di Idee per le mamme di Dash, ma se ci fossi stata, avrei scelto anche io questo progetto, avrei scelto di rendere almeno qualche ora più sopportabile a queste mamme, che cucinando insieme possono vivere dei momenti “normali”, di alleviare la giornata dando loro la possibilità di cucinare un piatto di pasta e mangiarlo in compagnia, accantonando per un attimo il dolore.
Ero lì quando le mamme hanno tagliato il nastro, quando hanno ringraziato Maria Grazia Cucinotta, madrina del progetto “idee per le mamme” e la dottoressa De Palma, che rappresentava la P&G-Dash, ero lì a vedere i loro sguardi di gratitudine e gli occhi velati di lacrime per la commozione, e mi sono commossa anche io nel vedere della felicità regalata.
Per chi volesse sapere di più di “Casa Iride”, questo è il sito dell’associazione “Risveglio”.
Per chi invece decidesse di aiutarli queste sono le possibilità:
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