Madri perfette, sensi di colpa e lontananze

Premetto che la mia capacità di giudizio è leggermente alterata da una notte passata tra traslochi di letto, acque, pipì e qualche mano in faccia. Detto questo…

Ieri sera ho letto l’ultimo post di “ma che davvero” che, per chi non lo sapesse, sta facendo una splendida avventura lavorativa, con uno zaino in spalla e tanta voglia di mettersi in gioco. Ovviamente il tutto lontano dalla figlia, e mi sono chiesta se sarei capace pure io di farlo. La risposta è non lo so, anche se d’istinto ho risposto si a me stessa.

Ho pensato che sarebbe una meravigliosa esperienza, che avrei conservato dei ricordi fantastici, ma poi ho pensato a loro, ai miei figli, ed ho vacillato, colpita dal senso di colpa per aver pensato anche solo ipoteticamente di lasciarli per un tempo più lungo di un weekend. Ed allora ho iniziato a riflettere, sul ruolo delle madri, sui sensi di colpa innati e su quelli indotti, sul l’idea di famiglia che uno si costruisce. Se dovesse capitare a mio marito lui che farebbe? Dubito che partirebbe ( dove dubito sta per ne sono sicura ), ma io? Se avessi qualcuno a cui lasciarli, qualcuno che non mi guardasse con uno sguardo giudicandomi la peggior madre della galassia, che farei? Io ci penserei.

La cosa strana però è che mi sento una cattiva madre per averlo pensato, ma penso pure che parte di ciò sia dovuto a condizionamenti esterni. Le mamme che libertà reale di scelta hanno? Nel momento stesso in cui partoriamo perdiamo una parte della nostra libertà, e questo è evidente, ma se fossimo libere dai giudizi altrui cambierebbe qualcosa?

A me sembra che spesso siamo ingabbiate in ruoli che non ci calzano a pennello, e che inoltre ogni nostra decisione viene passata al vaglio del microscopio sociale. Se si lavora troppo si delega la funzione materna, se non si lavora si trasmette una distorta idea del ruolo femminile ai figli, se i figli frequentano il tempo pieno e noi siamo a casa ci grattiamo la pancia, se si esce la sera più spesso di una volta ogni 18 mesi è perché sentiamo la mancanza della nostra vita ante-maternità.

Io penso che sarebbe molto più salutare coltivarsi il proprio orto, senza guardare se al vicino sono spuntate già le carote. Ogni famiglia è a sé, ma soprattutto, non esiste un modo giusto o sbagliato di essere madri, esiste il nostro modo. L’idea che certe scelte ci rendano delle migliori madri è una vera cazzara, noi siamo quello che siamo, e cercare di scegliere in base ad un idea inesistente di madre perfetta di certo non ci renderà più brave.