Sei anni fa

Sei anni fa abitavamo in un’altra casa e stavamo impacchettando tutte le nostre cose per trasferirci qui, lasciavamo una casa che abbiamo amato, la nostra prima casa, il posto legato al mio primo pancione e alla mia prima esperienza di mamma. Sofia era di soli 5 mesi, e mi ricordo quello come un periodo bellissimo, con le nostre passeggiate quotidiane, a parlare con le prime mamme conosciute al parco, e sempre in giro a scegliere i mobili della nuova casa, il divano su cui sto scrivendo e la lampada che mi sta illuminando.

Ci si dimentica dei figli così piccoli, chiudi gli occhi e già camminano, ti fai una doccia e già sono alla materna, vai a dormire ed è già il giorno del primo colloquio con la maestra.

Credo che lo ricorderò sempre, in fondo è la prima volta in cui qualcuno inizia a conoscere tuo figlio così bene da potere parlare, ti racconta come si relaziona, se il lavoro che tu hai fatto in questi 6 anni ha portato a dei risultati decenti. Mi è sembrato strano essere su quel corridoio, io e lui ad aspettare il nostro turno, entrambi emozionati di avere una figlia già a scuola, stare seduti in quel banchetto a sentire parlare di lei, ed esserne orgogliosi.

Dicono che i figli siano lo specchio della famiglia, non so è vero fino in fondo, io ho sempre creduto che ci volesse anche un po’ di fortuna, ma resta il fatto che la mia piccola donnina è brava, e sta crescendo bene.

Mi stupisco spesso a sentirla parlare, mi meravigliano certe sue domande, certe riflessioni; ha superato la fase dei perché facili, ora è passata alle domande difficili, quelle che mica è sempre facile dare una risposta. Ieri mi ha detto che ha capito che non si può fidare di tutti i suoi amici, ma me l’ha detto come se fosse una cosa normale essersene accorta, come se fosse naturale rendersi conto che non tutti gli amici sono uguali, con il sorriso. C’è che mi sorprende, ed io adoro questa cosa di lei, adoro certi suoi ragionamenti, il fatto che usi perfettamente il congiuntivo, che mi sappia riportare i fatti, e che segua i film capendone perfettamente il senso, che si provi gli ombretti quando viene in profumeria e vada nei camerini a provarsi i vestiti.

Mi arrabbio tanto perché è cocciuta, e vuole sempre avere l’ultima parola, ma è bello essere sua madre, mi arricchisce ogni giorno che passa, e sono una persona migliore grazie a lei.