Che mamma sei?

Ho la vita sociale azzerata, o meglio, ha virato verso conoscenze che hanno già figliato, verso persone che non hanno una sguardo pietoso se dico che non usciamo volentieri a mangiare una pizza, se quando notano la mia faccia capiscono che la nottata non è stata delle migliori, e quando dico che alle 21 timbro il cartellino di fine lavoro mi guardano con comprensione. Non so voi, ma io quando quando si avvicinano le 9 di sera sono arrivata, sento il bisogno fisico di metterli a dormire, non voglio più sentire “mammaaaaaaa”, liti, capricci e quant’altro. Basta, stacco.

In quasi sette anni di relazioni mammesche ne ho conosciute di mamme, direi di molti tipi diversi ed ho sempre notato questa smania di essere brave, di fare qualcosa in più, certo non in tutte eh, ma tutti questi sforzi a che servono? Non esistono mamme migliori di altre, esistono donne diverse che hanno fatto della loro diversità il loro modo di essere madri.

C’è la mamma che lavora e che delega i nonni
C’è la casalinga che cucina ogni giorno una torta diversa per l’intervallo
C’è quella che nonostante lavori pare wonder woman e ci fa sentire delle perfette disorganizzate
C’è la figa della scuola, che sembra che mentre cammina ci sta la giuria a dare i voti
C’è quella che il figlio ha sempre ragione e sono gli altri a non capirlo

Ogni donna ha un suo modo di essere mamma, che magari non tutti apprezzeranno, ma è così e non so quanto sia giusto cambiare. Gli equilibri si trovano sempre, e non esiste un vademecum della perfetta mamma, esiste un modo perfetto di fare il pollo arrosto, non di crescere i figli.

Ci sta un esercito di donne e quindi di madri, e non serve stare lì a guardare le differenze tra bambini, perché non contano; non conta stare a pensare se siamo buone madri, lo siamo per i nostri figli e tanto basta.

Ci sta questa corsa alla perfezione ma la perfezione non serve, non serve a noi e non serve ai nostri figli. Conta l’amore e la quantità di sorrisi, contano le volte che diciamo loro bravi, che leggiamo loro una favola, che cuciniamo il loro piatto preferito, e che li facciamo venire nel nostro letto, anche se questo vuol dire dormire sul comodino.

Io so di avere dei difetti, ma ci convivo serenamente.

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