I talenti dei figli

Quando si diventa genitori si sceglie che tipo di scelte fare, come accompagnare i propri figli durante la crescita, o perlomeno ci si pensa sperando di fare le scelte più giuste. Ho sempre avuto la consapevolezza che essere un buon genitore fosse davvero difficile, ma non immaginavo che lo fosse così tanto.

Non esistono manuali e linee guida, ed è giusto così perché nessuno ci può dire quali sono le scelte più giuste e adatte ai nostri figli. E se anche ci fossero dubito che li seguirei. Ho sempre sentito dire che una madre capisce sempre qual è la cosa giusta da fare, speriamo solo che non si sbaglino.

L’altro giorno si parlava di futuro, di lavoro e di studio e, durante un pranzo più affollato del solito, sono emerse idee diverse. Ho sempre creduto che il compito di un genitore fosse quello di capire i talenti dei propri figli ed aiutarli nel seguire le proprie inclinazioni e le proprie passioni, senza imposizioni e condizionamenti; sono stata cresciuta così e mi viene naturale pensarlo. Anche se io e il padre abbiamo avuto un percorso classico di studi mai mi sognerei di imporre le mie scelte a loro, sostenendo la tesi che sia la scelta migliore per qualsivoglia ragione. Sono emerse però idee un po’ diverse dalle nostre, secondo cui i figli vanno indirizzati verso una certa strada. È pur sempre vero però che bisogna mettersi in discussione, e pensare ogni tanto che non si è infallibili, che forse quello che pensavamo corretto lo è fino ad un certo punto, ed oggi, insieme a voi, mi voglio mettere in discussione.

Avete mai visto Billy Elliot? Questo ragazzo che, nonostante il contesto sociale non esattamente favorevole, coltiva il suo talento fino alla realizzazione del suo sogno. Tutti quanti guardando il padre ci siamo meravigliati che non capisse il grande talento di suo figlio, e lo ostacolasse, ma se accadesse a noi mi sono chiesta? Non parlo solo del ballo ma di una qualsiasi scelta differente dalla mia e dal padre? Sulla carta dico che non ci sarebbero problemi, che ognuno deve trovare la propria strada, che imporre certe scelte non rende i figli felici e me un buon genitore.

Ma come fare a capire il talento o la semplice predisposizione? Se non ne fossimo capaci? Se il piccolo fosse portato per qualcosa ed io non me ne accorgessi? Se involontariamente lo spingessi ad uno studio che io ritengo giusto e che invece non è?

Non so se si è capito bene il senso del post, non è facile da scrivere quello che penso in questi giorni, ma almeno so che sto cercando di essere una buona madre.