Con gli occhi di mia nonna


Mia nonna era una di quelle persone felici, di quelle che le guardi e capisci che sono serene. Non importavano i problemi, le malattie dei figli, aveva uno sguardo sereno, fino al suo ultimo giorno. Diceva sempre che ogni giorno dovevamo ringraziare nostro Signore con la faccia a terra per la fortuna che avevamo, per essere vivi e per ignorare le vere tragedie della vita.

Ci pensavo ieri, dopo essere uscita da uno studio medico con il cuore più leggero, e riflettevo sulla grande verità di quella frase, semplice ma densa del vero significato della vita. Quanto tempo sprechiamo dietro a stupidi problemi, quante energie per raggiungere scopi che crediamo ci renderanno felici? Lei non aveva nulla di materiale ed era felice, senza se e senza ma, e la cosa più bella era che questo amore lo trasmetteva. Ora mi chiedo quanti di noi pieni di tutto e sempre desiderosi di tutto possono dire lo stesso?

Stamattina stavo per mano con il piccolo e non sarei voluta essere in nessun altro posto. Ho respirato il suo odore e l’ho lasciato entrare a scuola ed ora sono qui a scrivere felice di farlo. Cosa mi manca? Niente. Se anche avessi molto meno non mi dovrebbe mancare niente. Spesso sono così stufa di leggere di lamentele inutili, di percepire negli altri l’incapacità di vedere il bello, di persone che lavorano con ansia senza capirete la loro fortuna. Vorrei fermarmi e dir loro che solo la gente sciocca non capisce le proprie fortune e spreca tempo a non vivere.

Ma anche io a volte sono vittima di questo, anche io vorrei di più, ma non mi piace essere così, vorrei riuscire ad andare sempre a letto senza pensieri negativi, e vorrei trovare ogni giorno una cosa per cui vale davvero la pena di ringraziare.

Da tempo su Twitter gira un bellissimo ashtag, #3cosebelle, e da oggi lo voglio fare anche io, andare a letto pensando a quanto di bello è successo nella giornata. Credo che sia un bellissimo esercizio di felicità, non trovate?