Il diritto allo sclero

amiche manuela barattini

È di nuovo malata. Dopo 10 giorni a casa e una settimana di antibiotico stamattina ha di nuovo la febbre ed io sono sfinita. Mi dispiace vederla così e poi dovrei fare una lista infinita di cose che non solo rimarrà incompleta ma si allungherà.

Lo so che è inverno e so che è normale, più o meno, ma stamattina sono giù ed ho sonno e vorrei che fosse già primavera. Ci sono dei giorni in cui si vorrebbe resettare tutto, senza pensare agli orari di scuola, alla spesa, al pranzo, alla posta, alla mail a cui mi sono dimenticata di rispondere e al bucato. E non voglio sentirmi in colpa per questo perché oggi sono stanca.

Ma le mamme lo hanno il diritto allo sclero? Dobbiamo essere sempre perfette o lo possiamo dire che siamo stanche e scocciate, e che avremmo voglia di partire tre giorni e spegnere il telefono? A volte ho la sensazione che le mamme debbano essere sempre perfette, sempre in forma e con il sorriso pronto, come se dire che siamo stanche ci renda meno brave. Io invece lo dico, ho voglia di staccare, di svegliarsi la mattina ed uscire e non pensare a niente, magari solo per due giorni, e non per questo mi voglio sentire meno brava o meno mamma.

Se desidero non occuparmi di loro a tempo pieno non è perché non gli voglio bene no? Non esiste il partito delle mamme “mi butterei nel fuoco per loro” e quelle che non lo fanno; esistono quelle che non sentono il bisogno di staccare e quelle che lo sentono e le ultime non sono meno materne. Che poi vi posso dire la verità? Non mi fido di chi mi dice che a lei non manca uscire, che si sente completamente appagata ad incastrare tutti i tempi per far filare tutto liscio, e non perché io mi sento in colpa nel sentirlo, ma perché penso che non sia giusto. Partorendo abbiamo forse perso il diritto di pensare anche a noi? Io no mi dispiace, e quando lo faccio mi ricarico e sono una mamma migliore.

(credit immagine: Manuela Barattini)