Il festival di Sanremo visto sui social network

Ho passato anni senza guardare sanremo, e li ho passati benissimo lo ammetto. Non mi interessavo le solite canzonette, le belle vallette con abiti da sogno, il dopo festival a volte noioso ed a volte no, e i filmini sempre uguali da 63 anni sulla città dei fiori.

E mica lo facevo per snobismo eh! Io sono una grande fruitrice di tv, la guardo, l’ho studiata, mi appassiono a certe cose e mi emoziono se una cosa è pensata bene, e neanche mi vergogno a dirlo. Martedì è iniziato il festival di saneremo e, se qualcuno bazzica su twitter, avrà sicuramente notato vari hashtag usati per commentare tra cui #mammeasanremo.

Perché vi dico questo? Perchè non sapete quello che vi siete persi a non esserci, perché se è vero che i social sono spesso una perdita di tempo, è vero anche che regalano delle magnifiche serate, fatte di lacrime, ironia e amiche. Amiche di risate, donne con cui abbiamo passato tre splendide serate, prendendo in giro e apprezzando le scelte, criticando o amando i vestiti, commuovendoci davanti a donne che ballano contro il femminicidio e la violenza sulle donne, e sentendo Chopin come se non ci fosse un domani.

Qualcuno dirà che il festival di Sanremo è nazional-popolare, che fa molto più figo non vederlo e fare i radical chic, snobisti delle trasmissioni più easy. Io invece rilancio e dico che  bisogna avere la mente aperta, pronta a riconoscere quando un prodotto si discosta dalla strada segnata ed ha il coraggio di proporre altro. Stare fermi sui propri troni a giudicare non è mai costruttivo, e non credo che lo sarà mai francamente.

In queste serate abbiamo riso, ascoltato buona musica, ci siamo chieste perché una donna decida di indossare un puzzle di centrini, canticchiato e twittato con gioia. Nella vita bisogna saper riconoscere le piccole cose che rendono felici, perché spesso non solo le grandi cose a regalarci serenità, ma le piccole gioie quotidiane e i sorrisi facili.

W le #mammeasanremo!

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