L’esperienza con Donna Moderna bambino

L’avventura su donna moderna bambino è finita.
E’ iniziata con un pianto in macchina quando ho ricevuto la proposta (ho la lacrima facile lo so), è proseguita con la ricerca di un team che secondo me è stato grandioso, e con un mese in cui ho imparato tanto.
Di solito si organizza una pizza tutti insieme per festeggiare il fatto che non si siano fatte grandi cavolate, ma essendo noi sparsi per l’Italia ci siamo salutati su facebook, un saluto 2.0 un po’ deludente ma obbligato dalla geografia.

Un mese impegnativo ma bellissimo, passato a leggere bozze, leggere i messaggi su twitter, pensare a come organizzare le uscite dei post; non so se ho fatto bene, so però di aver imparato tanto.
Tutti mi hanno regalato qualcosa, ho scoperto che odio il SEO, e che gestire un giornale non è facile. Non che pensavo che lo fosse ovviamente, ma non è facile dare un’anima alla linea comune che dovrebbe legare insieme i post che si offrono ai lettori.
Ho cercato di dare questo, ho cercato persone che pensavo avrebbero fatto quello che io credo essere “scrivere con passione e cuore”.
Mi sono resa conto che esistono modi diversi di scrivere, di trasmettere le emozioni e di plasmare le parole, ed anche di pensare il blog in generale.

Tutti mi hanno donato un semino da collezionare, un aspetto umano che ti arricchisce sempre come solo i contatti con le persone possono fare. I papà mi hanno regalato una visione diversa della genitorialità, Stratobabbo il suo modo di vedere la famiglia, il suo essere uomo e marito insieme, mentre Zioburp il suo approcciarsi ad un’età che io inizio ad intravedere e sempre con una chiave ironica. La Bogo è la Bogo, lei è brava anche quando compila le liste della spesa, figuriamoci quando scrive, Mammagiramondo ti trasmette una tale gioia nel descrivere i posti che mi fa quasi venire voglia di partire mettendo da parte la mia ritrosia per i viaggi con i bimbi, e poi Ester, capace di trasmettere il suo mondo e il suo modo di essere mamma, la sua serenità e le sue scelte che io condivido sempre, Giobs la sua visione della coppia che tutti dovremmo avere.
E poi la capa Domitilla che mi regalato questa possibilità credendo che potessi farlo,  e Serena che mi aiutato e insegnato tanto.

Ho imparato che fare gruppo è possibile, che non serve sempre gridare per capirsi, che il lavoro regala bellissime conoscenze, che bisogna essere aperti a nuove esperienze e che un po’ di paura fa bene. Ho visto che lavorare donne e uomini insieme è arricchente, e che saper ascoltare non sempre è facile ma regala tanto.Tra donne non sempre si trova, immagino che dipenda da che donne si scelgono 😉
Direi che il bilancio è più che positivo, che dite? Comunque spero di avervi regalato bei post ( se qualcuno di voi li ha letti!)

Ora che è finito un po’ mi manca, ma sono contenta di avere più spazio per voi, e più tempo per le mie passioni.

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