La decrescita interiore

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Stamattina ho iniziato la settimana in modo diverso, con la consapevolezza che stessi facendo qualcosa che mi farà stare meglio, qualcosa per il mio corpo e il mio benessere. Mi sono alzata, mi sono pesata e mi sono fotografata il viso per vedere quanti segni che ho in viso scompariranno. E poi sono andata oltre e mi sono chiesta quanto ci piacciamo. Intendo dire quanto amiamo il nostro corpo, quanta consapevolezza abbiamo che siamo noi che decidiamo il nostro stato di salute. Io nonostante lo sappia benissimo sgarro tantissimo e sono ben lontana dal mangiare come dovrei, ma la questione secondo me è che spesso non ci vogliamo abbastanza bene. Siamo concentrati su mille cose e perdiamo di vista le cose che ci farebbero felici. Per sorridere alla vita e con la vita basterebbe davvero poco, per stare bene con noi stessi ancora meno. Siamo bombardati da immagini che non ci rappresentano ma che decidiamo di seguire, da idee di bellezze che non esistono, da pubblicità che ci fanno desiderare cose di cui non abbiamo bisogno e la lista potrebbe essere molto più lunga.

Oggi però voglio parlare dell’idea che abbiamo di noi stessi, se non avessimo mille modelli da guardare, da studiare, modelli di bellezza a cui assomigliare saremmo le stesse persone? Il nostro stile, il nostro modo di vederci e di vivere sarebbe lo stesso? Io penso di no. Saremmo meno legate ad un’idea da seguire che spesso non fa per noi, meno condizionate dalla moda e da quello che va e che non va, saremmo più noi davanti allo specchio. Sabato quando siamo usciti ho indossato una giacca rosa, non rosa antico o rosa cipolla, rosa quasi fuxia e non contenta ci ho abbinato delle spille di mia figlia, ed allo specchio mi sono sorriso perché ero io, e non sarei voluta essere in un’altra maniera.

E se facessimo lo stesso con il nostro corpo, se ce ne prendessimo cura come meriterebbe? E non parlo delle creme e delle unghie, parlo del nostro corpo in maniera più profonda, della sua energia, del suo benessere, del suo essere il nostro guscio e la nostra anima. Sarebbe bello applicare la decrescita al nostro stress non pensate? Seguire un modo di vivere più naturale, passeggiare solo per la bellezza di farlo, ascoltare della buona musica perché è bello farlo, imparare a meditare come sport da dedicare allo spirito, accontentarsi di poco e mangiare bene.

Vi chiederete il perché della foto in alto forse, e la risposta è che quella foto è un ricordo di una normalissima giornata al parco, non abbiamo fatto niente di particolare ma ricordo tutto perché è stata una bellissima mattina, e noi così funzioniamo, l’essere umano non ama le sovrastrutture, non ama i bisogni indotti, la nostra natura è vivere anche con poco ma ce ne siamo semplicemente dimenticati. E quando parlo di poco non intendo un appello all’essere barboni, ma una volontà di capire cosa è essenziale per noi. Voi lo sapete? Io ci sto lavorando da parecchio ma non è facile passare dalla teoria alla pratica e spesso ci si perde nel mare delle intenzioni, ma ci sto provando, ed è anche questo è arricchente.