Settimana no

Quando si arriva a fine aprile una pensa che il gorgo del l’influenza sia finto, che ormai si possa iniziare a programmare qualche uscita con più di 7 ore di anticipo, ed invece niente, non soli il piccolo si becca un virus, ma anche la connessa ricaduta, con annesso vomitino sul tuo materasso. Quando si dice culo.

settimana no

E così un bel ponte si trasforma in una settimana tombata a casa, alla ricerca di sempre cose nuove da fare, con chili di riso in bianco e maratone di Peppa Pig, della serie “salvatemi”. Ed infatti qui accanto vedete la qui presente con indosso un cappello di strega di halloween durante l’ennesimo gioco. No, quelli che si vedono non sono i miei capelli doppio rosa, ma una parrucca fatta con i collant 😉

Ieri sera, arrivata alle 19 in versione zingara profuga del deserto, ho deciso di fare una doccia, e se in altri momenti questo potrebbe essere un momento rilassante, così non è stato. Il marito e la primogenita erano usciti, ed io ho convinto il piccolo a farmi compagnia, piccolo che ha preso un libro sugli animali e si è seduto sul tappeto del bagno. E mentre io mi preparavo e cercavo di ottimizzare i tempi, lavandomi alla velocità della luce, senza neanche miscelare l’acqua che mi ha bollito e riempiendo il bagno di vapore, mentre rispondevo a domande sui nomi dei dinosauri del libro mentre cercavo di non tagliarmi con la lametta, e mentre ogni tanto spuntavano due occhi a studiare le mie “nenne”, la caldaia ha deciso che era arrivato il momento di una piccola pausa e l’acqua è diventata non fredda, di più.

E mentre io cercavo l’asciugamano, con la temperatura corporea abbattuta di 10 gradi a causa del getto ghiacciato, rispondendo al contempo alla domanda “come si chiama questo dinosauro che mangia le foglie ed ha le spine?” “Kentrosauro tesoro”, sono giunta ad una conclusione. Non importa quanto si amavano i momenti rilassanti delle docce pre figli, depennatele dalla lista delle cose fattibili una volta figliato.

Docce rilassanti = casa vuota.