Le mamme all’estero

mamma e figlia estera

Si dice sempre che viaggiare apra la mente, che il confronto con altre abitudini e stili di vita sia sempre positivo e costruttivo. Io sono dello stesso avviso, ma aggiungo che delle volte è anche deprimente.

Ho già scritto che ho trascorso 3 giorni a Bruxelles da mio fratello, quello che non ho scritto sono alcune mie impressioni, quelle che camminando per la strada si hanno.

Intanto i bambini belgi sono geneticamente modificati per non piangere, se ne stanno tranquilli, con la mano ad uno dei genitori, e se anche si dovessero allontanare, un richiamo ad ultrasuoni della mamma li riporterebbe subito dove devono stare. Dico ad ultrasuoni perché non ho sentito gridare una mamma, no dico ce ne fosse stata una che ha usato un tono di voce alterato, al massimo un bisbiglio. Io al confronto sembro un’aquila reale per gli acuti che posso raggiungere. E la successiva domanda è stata “perché i miei figli mi ignorano quando li chiamo?”

I bambini belgi stanno seduti tranquilli quando vanno nei ristoranti. Io non mi avventuro quasi mai a cena fuori con la prole (anzi veramente neanche senza la prole), perché tornerei a casa più stressata di quando sono uscita dovendo passare il tempo a chiamare i bambini, che soffrono di una strana forma di allergia alle sedie dei ristoranti. E poi passo pranzi e cene all’estero e non vedo un bambino che si alza, ne volevo solo uno tanto per non sotterrare la mia autostima, ma niente, non ne ho visti.

Le mamme estere fanno tanti figli, e li fanno tutti vicinissimi di età. Si vedono queste mamme girare con questi marmocchi dove il più grande ha 5/6 anni ed a ruota almeno altri due tre. Avranno sicuramente politiche che agevolano la famiglia, ma la voglia non te la regala nessuno no? Hanno più voglia di riprodursi di noi. Io prima di avere il secondo figlio ci ho pensato non so quanto, loro ne hanno uno di anno ed hanno già il pancione. Ovviamente sono quasi tutte magre, e qui un’altra bella sciabolata, peccato non abbia colpito la mia pancia 😉

Riassumendo, sono tornata a casa convinta di stare sbagliando qualcosa, o di aver sbagliato qualcosa in passato, o che ci sia qualcosa nell’aria, o nel cibo. Mi consolo pensando che tutti i bimbi che conosco sono uguale ai miei, quindi se anche stessi sbagliando, tutti stanno facendo lo stesso errore 😉

La mia curiosità è sapere come ci vedono, però forse pensandoci meglio preferisco non saperlo.