La recita scolastica più noiosa della storia

Ieri sera a letto mi sono sentita un po’ wonder woman, perché dopo una giornata di mille incastri sono arrivata a poggiare la testa sul cuscino soddisfatta. Ci sono giorni in cui non succede nulla, ed altri, come ieri, che tutto si combina affinché tu non abbia neanche il tempo di fare la pipì.

Ieri pomeriggio ho assistito alla recita scolastica di entrambi i figli, recite con un brevissimo scarto orario e in due scuole diverse, ma con un parcheggio fortunato ed un cambio scarpe volanti ce l’ho fatta. Arrivata a scuola di mia figlia ho maledetto i nonni in prima, seconda e terza fila che mi hanno fatto vedere mia figlia tra un gomito alzato ed un pino secolare, i genitori che accompagnano i genitori troppo anziani togliendo ai genitori la gioia di essere in prima fila a vedere i figli cantare e recitare, e si, voglio essere acida perché ogni anno si ripete la stessa antipatica storia di genitori imbufaliti.

La recita è iniziata e devo ammettere con mio grande rammarico di non aver mai assistito a nulla di più noioso. Quasi due ore di poesie e balletti e corse ad ostacoli, con una conclusione degna di un pensiero di suicidio: la storia di san Domenico Savio, santo di cui io tra l’altro ignoravo l’esistenza, completo di bimbo biondo nelle vesti di San Giovanni Bosco. Ovviamente sono stata capace di commuovermi anche alla vista di mia figlia che dribblava un cono giallo, ma le mie lacrime facili sono bene note alla famiglia che mi ha visto piangere per cartoni, documentari e matrimoni di sconosciuti 🙂

Che poi non è che una arriva alla recita della scuola salesiana sperando in qualcosa di innovativo eh! Diciamo che non mi aspettato una retrospettiva del teatro di Pina Baush ma nemmeno un noia mortale, una sana via di mezzo è chiedere troppo? Ad un certo punto io e marito, allo stremo della sopportazione ci siamo guardati ed abbiamo progettato un fine settimana fuori proprio nei giorni della recita dell’anno prossimo ;). Dite che è troppo degenere come pensiero?