Luci notturne

La guardavo ogni sera appoggiata al davanzale, aveva la luce rossa sempre accesa e tende leggere che si muovevano leggere con il vento leggero della primavera, era una finestra di fronte casa mia e non ho mai saputo chi ci abitasse quindi non ha mai saputo le storie che io ricamavo sopra.

Luci notturne

Sembrava la luce di un boudoir e mi dispiace non avere una foto ma sono passati talmente anni che all’epoca non avevo nemmeno una macchina fotografica per immortalare piccoli momenti e piccole felicità. Se la mia me di 15 anni fa dovesse vedermi forse non si riconoscerebbe ma questa è un’altra storia.

Ho cambiato tantissime case negli ultimi anni, ed ognuno è legata ad una finestra da osservare, a storie immaginate, gente non conosciuta se non nella mia fantasia, e minuti passati a cercare di indovinare la vita di sconosciuti.

Bianca la chiama “sindrome della portinaia” ed anche io come lei ho voluti scriverci su, perché è bello raccontare pensieri e piccole manie.

Ci stava il cortine interno della mia amica che io amavo guardare la notte, era grandissimo e pieno di piccole luci, sembrava di osservare un presepe, con tutte quelle finestrelle accese e gente dietro che vive. Quante storia ho creato, scritto solo in testa e quanta serenità mi dava osservare il buio di quel cortile illuminato di luci accese.

C’era la casa dove ho vissuto da neosposa, con la finestra di fronte abitata da una ragazza riccia di cui ho scoperto tantissime cose in due anni e mezzo di vicinato: single, praticava yoga e affittava una stanza a stranieri in visita a Roma. Quanto tempo ho trascorso a guardare quella finestra e quella vita che tanto mi piaceva.

E poi quella luce tipica di alcune zone romane, una luce arancione che fa da sfondo ai palazzi del primo novecento, con il vocio che sale dalla strada e la musica che esce da altre case.

Mi ci perdo le ore a fantasticare, osservare e regalare una vita che esiste solo ai miei occhi. Ci sta una finestra di fronte casa, una di quelle illuminate nell foto che si accende la notte, nel cuore della notte, e quando mi alzo ( perché qualche figlio si sveglia- ha sete- vuole rompere)  mi giro sempre a guardare dalla finestra per vedere la luce, per vedere se lui o lei è sveglia e mi chiedo cosa fa. Sarà insonne? Lavora lontano e si alza la notte? E cosa fa quando è sveglio? Cucina, legge, scrive o guarda programmi di cucina o film stranieri sottotitolati.

La verità è che non ha importanza, sono vite che esistono nella mia memorie e nella mia fantasia e sono belle per questo, se diventassero reali lo sarebbero meno.

E voi? Fate outing e dite se anche voi siete affetti dalla stessa sindrome 😉