Ritorno al paese

mare

Finalmente in Calabria, finalmente qualche giorno trascorso da figlia, perchè in fondo figli si rimane tutta la vita, anche se si diventa mogli e madri. Ed in fondo é bello così, perché la serenità che regala entrare nella casa dove si è cresciuti poche cose la regalano.

Mangiare con i propri figli sullo stesso balcone dove si è mangiato per anni, dare loro i pupazzi che io usavo per dormire, scendere allo stesso lido dove si sono trascorse estati indimenticabili, e vederli giocare nella  piazzetta che ha fatto da sfondo alla mia vita fino ai 19 anni. Tornare in paese è sempre strano, è riconnettersi alle proprie radici, le tradizioni di una terra, soffrire vedendo le cose che non vanno, e godere di un mare di cui si sente la mancanza per il resto dell’anno passato in città.

In fondo è vero che il paese ti rimane dentro, puoi viaggiare, vivere lontano per anni, ma essere accolti dal proprio paese ha sempre qualcosa di magico, come se tutto potesse andare bene, come se quella tranquillità data dai ricordi potesse mettere in ordine tutto,  e fare vedere tutto sotto la giusta luce.

Si vedono le stesse facce, gli stessi negozi, le generazioni che cambiano e prendono il posto delle vecchie, la gente che ti saluta e ti riconosce, e che saluta i tuoi figli come se facessero parte di un’unica grande famiglia. Il paese ha tante cose negative, ma quando si abita lontani si tendono a vedere solo gli aspetti positivi, e ci si scorda di quanta voglia si aveva di scappare, e di quanto ci piaceva vivere in città, lontano da tutto e tutti.

Ma io le cose negative le voglio mettere da parte per qualche giorno, voglio godere dell’odore di salsedine del tramonto, del mare limpido, della mancanza di traffico, del colore dei sassi, della cucina di mia madre, del pesce fresco di Filippo, e di tante piccole cose che amo, e che mi mancano sempre tanto durante l’anno.