Arcobaleni e girandole colorate

bambina in spiaggia

Qui vicino è nata una bambina, non so chi sia ma sento i suoi pianti. Il giorno non si sentono, poi la sera o la mattina presto quando i rumori della città si affievoliscono, dalle finestre ancora aperte escono i suoi vagiti.

Tendiamo a non ricordare le notti insonni, le coliche, la stanchezza cronica, la voglia di dormire in qualsiasi momento, il mare che si trasforma in uno stress, la vita di coppia azzerata. Ed è giusto così.

Tutti questi ricordi devono rimanere al margine, devono stare in un angolino per non rubare spazio ai bei ricordi, quelli per cui quando pensi ai tuoi figli sorridi, quelli che ti rendono felici quando la sera entri in camera e sento solo i loro respiri, quelli per cui hai deciso che il lavoro è importante ma stare con loro di più. Con i bambini si cresce, si sbaglia spesso ma si impara tanto, dalle loro domande si capiscono tante cose, sui rapporti, sul mondo, sulla loro percezione della realtà, ed allora ti fermi e pensi che tutti i ricordi negativi non contano niente di fronte a tutto questo. Le occhiaie sono solo un memento dei bei ricordi.

Poi una mattina tuo figlio ti dice che per il suo compleanno vuole una girandola colorata e un arcobaleno disegnato su un foglio con tutti i colori, e ti rendi conto che è vero che i figli non sono tuoi, che ne siamo i custodi, che siamo come il bozzo della crisalide che protegge il corpo del bruco prima che si trasformi in una farfalla, che non sono le nostre proiezioni e il nostro compito è capirli e stimolarli, capirne i talenti, aiutarli con le debolezze, senza mai dimenticare che loro non sono noi.

Cosa difficile perché chi è che non immagina spesso i figli da grande? Io lo faccio spesso come credo chiunque altro, ma credo che tra accompagnarli e influenzarli la linea di confine sia davvero sottile, credo che passare dal dare consigli a spingerli a fare una cosa che noi vogliamo che facciano è davvero facile.

Ed allora forse bisogna iniziare da piccoli, ascoltandoli, stando con loro pensando solo a loro, ricordarsi sempre che il loro mondo, i loro desideri e i loro dispiaceri non sono meno importanti dei nostri, che loro non hanno chiesto di nascere, ed il nostro più grande compito è esserci, sempre.

E se il loro desiderio sono gli arcobaleni colorati il nostro compito è dipingere con il colori il loro mondo, e farlo ogni giorno.