Il seitan: cos’è e come si auto produce

seitan al naturale

Chi mi legge da un po’ sa quanto io adori il seitan, che ho provato in tante di quelle ricette che ormai ho perso il conto. Mi è piaciuto da subito, e mi ricordo che il primo assaggio fu fritto al ristorante macrobiotico, e, nemmeno a dirlo, si trattò di amore a prima vista.

Nel blog lo uso tantissimo, ma spesso mi capita che qualcuno commenti una foto chiedendo cosa sia e dove si compra, ed allora ho pensato che un post chiarificatore mi toccava e mi sono messa al lavoro 🙂

Il seitan ha un origine che risale a vecchie tradizioni mediorientali, qualcuno crede che sia nato perché dei monaci buddisti cercavano qualcosa da sostituire alla carne anche se anche nel sud italia era conosciuto e usato parecchie decenni fa.  Il suo utilizzo si è diffuso anche grazie alla macrobiotica ed al pensiero di Oshawa che che lo ha fatto conoscere a chi si avvicina a questo tipo di alimentazione.

Il seitan altro non è che la parte proteica del frumento, che viene lavato e pulito della parte dell’amido lasciando quindi solo la parte con il glutine. E’ un alimento molto versatile, sia per la consistenza che lo rende adatto a tantissime preparazioni, sia per il suo gusto, gradevole ma non troppo forte, e perfetto da abbinare con numerosi e svariati sapori. Esiste il seitan da frumento, da kamut e da farro, e se inizierete ad usarlo vi consiglio di variare tra queste varietà.

E’ perfetto da consumare se si vuole un po’ diminuire il consumo di carne, perché si decide di diventare vegetariani, o solo perché si vuole variare ancora di più la propria dieta, perché il gusto si può definire simile, anche se sono tante le cose diverse tra questi due alimenti. Ecco alcune delle caratteristiche del seitan

  • le calorie sono circa 120 per 100 gr
  • mancano alcuni amminoacidi essenziali
  • non contiene colesterolo ed ha pochissimi grassi
  • la quantità di proteine è circa del 20%
  • poco ferro
  • non contiene purine

Si può comprare in tutti i negozi di alimentazione biologica, ed anche se qualche supermercato inizia a venderlo io vi consiglio di provare prima con quello comprato nei negozi specializzati, perché spesso il seitan venduto lì è lavorato a mano e quindi molto più buono, gustoso e meno gommoso. Molti consigliano di non abusarne con il consumo per il problema delle intolleranze al glutine molto diffuse ormai, ed anche perché dal punto di vista nutrizionale non è un alimento completo, come lo possono essere i legumi.

Volendo è possibile auto produrlo in casa, in quanto si tratta solo di lavare via la componente amidacea della farina per poi cuocerlo e conservarlo, ed anche se il procedimento è un po’ lungo non dovrebbe essere difficile; calcolate che la resa è 1 kg di farina= 500 gr di seitan. Fare in caso il seitan è una di quelle cose che non ho mai provato, mi sono limitata a salvare tra i preferiti un procedimento molto ben spiegato e letto qui, sicura che prima o poi (forse) riuscirò a provarci.

Ora non vi resta che farvi un giro sul blog in cerca di ricette da provare 😉