Tra bio e rock

Capita che una decida quasi due anni fa di aprire un blog, e da quel giorno in avanti succedano a catena tante bellissime cose legate a persone conosciute quasi per caso.

Capita anche che la stessa persona una volta passati i trenta si sentisse come in una bozzolo non suo e decidesse di mettersi in gioco, che poi per farlo non è che sia necessario mollare tutto e vendere limonate alle Mauritius, a volte basta solo cambiare punto di vista, mettersi come sotto un balcone e guardare quello che succede in casa.

Capita che si decida di essere felice, che non importa quello che la vita riserva, gli imprevisti, le giornate no e le mille altre cose che sono i fuori programma, che poi sono la parte bella della vita diciamolo.

Poi un giorno una tua amica apre una discussione su fb e scopri che alcune persone hanno un’idea di te che ti spiazza, e lo fa in positivo perché corrisponde esattamente a come ti senti tu, a questa cosa che c’è ma non sai definire, ed allora arrivi alla conclusione che in fondo mettersi in gioco così tanto non è una cosa tanto brutta, che è una sorta di analisi gratis, perché quando qualcuno dice cosa pensa di te è sempre una grande cosa, anche se dice che sei una cazzara da oscar.

Io cazzara ( si può dire vero?) mi ci sento pure, ed ho sempre avuto il dubbio che non facessi proprio bene a dire sempre tutto, ad avere pochi filtri, ma la verità è che non so essere diversa da come sono, sarei poco vera, innanzitutto con me stessa. Non sono brava a scindere le mie me, mi rendono quelle che sono e le amo tutte.

Insomma l’avete già capito che questo è uno di quei post buttati così, un groviglio di parole e pensieri che prendono vita perché legati insieme, uno di quelli che se non scrivi subito poi non hanno senso.

Non so come vi vedete voi che mi leggete attraverso i miei post, che mi conoscete forse più di tante persone ma io bio e rock mi ci sento sul serio 🙂