Una rubrica di ricordi

ricordi analogici

Ieri mi è capitata tra le mani una vecchia rubrica telefonica, comprata o forse regalata l’ultimo anno di liceo, in pratica una vita fa. Ho iniziata a leggerla, giuro di aver scorso tutti i nomi scritti, e la cosa curiosa è che ignoro completamente l’identità di alcune persone, ci sono nomi che ho letto e riletto, ci ho pensato pure a letto prima di addormentarmi e niente, il buio assoluto.

Ora immagino che siano persone conosciute al volo, magari all’università e vittime della mia mania di scrivere appunti e numeri di telefono, ma è normale? Mi sono sentita come i vecchietti che incontri per strada e ti conoscono da una vita, ma tu li saluti e loro non si ricordano più di te. Tralasciando questa parte di demenza quasi senile, sfogliare quelle pagine è stato come un viaggio nel tempo.

Ci sono tutti i livelli della mia vita fino ad ora, i primi sono dei pochi amici con il cellulare nel 1998, qualche numero di casa, compreso il mio che poi vorrei capire perché mai l’ho segnato, qualche amico del liceo, i primi amici dell’università, le prime coinquiline e poi le seconde, le terze e le quarte, i numeri dei cinema frequentati (perché poi?), ed ovviamente anche gli ex. (Si possono nominare gli ex vero?), e un sacco di numeri esteri di ragazze conosciute in erasmus e mai richiamate.

Uno dei miei difetti, anche se sto cercando di rimediare, è essere un po’ incostante nelle chiamate, non sono un tipo che chiama spesso solo per un saluto, mi ricordo dei compleanni solo perché Fb me lo ricorda, ed immagino che questa cosa sia vista dai più come mancanza di affetto. Ma non è così, io penso tanto giuro ma chiamo poco, immagino che questo mea culpa possa anche essere letto come delle scuse a chi non riceve mai le mie telefonate 😉

Mi fa sempre uno strano effetto ricordare, io sono una fortemente legata ai ricordi, mi ci perdo proprio, scriverei anche un libro di ricordi che però leggerei io e forse i miei genitori per affetto, e sarebbe di una noia mortale, ma sarebbe la mia vita. Mi ricordo gli aneddoti, le canzoni legate, cosa indossavo in certe occasioni, gli sguardi di certa gente, le cose viste in viaggio, quasi ogni singolo giorno della mia vita all’estero, le mattine al liceo prima di entrare, e si, potrei continuare per ore e forse qualcuno nemmeno è arrivato a leggere qui.

Tanti pensando alla loro vita parlano di errori, io non sono d’accordo, anche quelli servono a farci diventare quello che siamo, tutto il passato ha reso il nostro presente così com’è, tutte le cose vissute ci hanno insegnato qualcosa e tutte sono state da me profondamente amate.