De amicitia

Io ancora me le ricordo le amicizie di quando ero piccola, quelle per cui saresti disposta a tutto e che sono il centro del tuo universo. Quelle che se non uscivi la sera ti sentivi male, ed a cui mostravo le foto di Tom Cruise gelosamente conservate.

Da piccola ci stava Katia, ci vedevamo in estate perché lei abitava in un’altra città e la sera in piazzetta giocavamo con il suo inseparabile pupazzo, poi c’è stata Antonella, la prima persona con cui ho mangiato una pizza da sola e da cui ho dormito lontano da casa. Ricordo che a 10 anni organizzavamo le serate halloween facendo tardi e mangiando tartine con burro e salmone e tutte le scelte erano possibili. Ci sentivamo così grandi anche se il film horror faceva paura.

Mariantonietta grande amica che vedevo ogni estate e che ho voluto davvero bene, ritrovata da poco grazie a Facebook. Estati passate a parlare in spiaggia, a pranzare insieme, tornando a casa solo per una doccia per poi ritrovarsi ancora.

Poi sono arrivati i fantastici anni dell’adolescenza, che se potessi tornare indietro li rifarei tutti quanti, comprese le paranoie, i brufoli, le versioni di greco e le interrogazioni. Rifarei i capelli tagliati corti e fatti biondi, quegli orrendi stivali con la zeppa, il maglione largo e sformato bianco e la cuffiette bianca che tanto si usava. E poi loro, tutti i miei amici, Tiziana e Antonella, e la palestra da cui tornavo sul motorino degli amici, gli ombrelloni in spiaggia e i falò ad agosto. Le passeggiate lunghe ore, i primi amori, l’occupazione del liceo e la gita in costa azzurra.

Gli anni dell’università, i primi lavori, il bar dove ci si fermava e la biblioteca silenziosa dell’ultimo piano, la prima borsa comprata con la borsa di studio, e le serate al cinema con Emanuele, il migliore amico che adesso è capace di chiamarmi dalla Spagna, per tenermi compagnia mentre viaggio in treno. Marta e il collegio, Velia e le serate a castel Sant’Angelo. Abitare da soli, partire per l’erasmus e vivere all’estero.

E le amiche di adesso che ti mandano messaggi ad ogni ora, quelle per cui superi la paura di guidare la notte da sola, che tanto un posto per la macchina lo riesci a trovare pure tu, imbranata per definizione. Quelle con cui vai al parco e con cui una festa di compleanno diventa sopportabile. Quelle che festeggiano i 40 anni ma sono divertenti come se ne avessero 20. Quelle che sanno quando parlare e quando un abbraccio basta.

Amare, lasciarsi, amare ancora.

Siamo sempre noi, ma non siamo mai da soli. Siamo esseri umani che non sempre possono decidere cosa fare, siamo gioie, paure, felicità e arrabbiature insieme. Siamo speranze e sogni e progetti. Siamo lacrime e delusione. Siamo le nostre amicizie, quelle che restano, quelle che nascono, quelle che durano e si rinforzano.

Siamo noi, soli ma mai soli.