L’arte di fare spazio

Sono disordinata, vivo tranquillamente nel disordine, o almeno io così credo, perché in verità non ne sono più tanto convinta. Non credo che avrò mai il comodino o la scrivania sgombra, non la sentirei più mia, ma forse il resto della casa avrebbe un aspetto migliore se fosse più ordinato, non fosse altro che mi viene il dubbio che vada fatto per i bimbi.

Stamattina mi sono ritrovata a leggere una pagina di un libro, alle 7 di mattina quando ancora gli occhi non si sono abituati alla luce, stavo tutta concentrata su queste poche pagine, e mi ha fatto riflettere un sacco.

“L'arte di fare spazio”, la capacità di individuare i blocchi d'energia in casa, gli oggetti senza vita e fare spazio finalmente. Sul momento ho pensato alla solita manfrina sul decluttering, poi ho continuato e mi sono ritrovata in quelle parole. Ho letto due volte quelle pagine, sentendomi quasi chiamata in causa, tipo segno del destino o quelle cose lì.

Liberarsi delle cose inutili senza seguire veramente una guida, perché non esiste una misura standard da seguire, ognuno è libero di scegliere cosa tenere e cosa non tenere, di lasciare andare i ricordi fisici lasciandoli solo nel cuore, di tenere la vecchia collezione di riviste comprate 10 anni prima o lasciarle nella libreria riguardandole ogni tanto.

L'autrice dice che bisogna trovare un proprio metodo, intanto iniziando con una stanza alla volta, guardare le cose con distacco, capire cosa ci serve e cosa ci zavorra. Le zavorre, ho pensato poi, non sono solo fisiche ma anche mentali, sono quelle che ci tengono ancorati al passato, quelle che ci fanno andare avanti con il viso che ogni tanto si gira e guarda indietro, e questo nelle case traspare sempre, come se delle volte fosse difficile crescere, come se anche se la carta d'identità dicesse una cosa ma in realtà noi quell'età non la sentiamo veramente nostra.

La casa ci riflette, tutto quello che facciamo si riflette sulle nostre scelte, ed io faccio veramente fatica a lasciare andare le vecchie cose, e so che dovrei farlo in maniera sistematica, ma sono affetta da una malattia che si chiama “procrastinare” e so che devo guarire, anche se so che non è facile.

Questo era un post che doveva essere di una qualche utilità, ed invece credo che non ne sarà di nessuna, ma ormai l'ho scritto.