Anime, me stessa e personaggi

Stamattina parlavamo con degli amici su come si è e su come si appare, ed allora mi sono ritrovata a pensare a me stessa. Il fatto che si cresce, si matura e si cambia è cosa nota ai più, ma io guardandomi indietro posso dire di essere una persona diversa. Non so se lo scrivere di me abbia aiutato, suppongo di si, o se il fatto che mi sia guardata veramente dentro abbia dato via ad un processo che ho volontariamente non fermato. Credo che sia stata tutta una serie di fatti, penseri e situazioni, e che il fatto di guardarmi dentro mi sia piaciuto talmente tanto da voler continuare a farlo.

Non so se a voi capita di pensare di non essere una sola persona, ma il risultato di tante anime che si amano, si odiano, si abbracciano e che decidono di convivere, più o meno serenamente. A me succede spesso, mi capita di essere quella che passerebbe intere giornate a letto a leggere, e quella che sente che le manca qualcosa se non vede gente. Quella che potrebbe vivere da sola su un'isola e che poi si commuove quando riceve un messaggio di un'amica. Quella disordinata che poi ama la casa ordinata. Quella che ama essere ben vestita e curata, e poi esce con le mutande scoordinate e i capelli non pettinati. Quella tollerante ma intollerante con gli intolleranti.

Ma quanto di noi si percepisce all'esterno? Quanto quello che siamo viene veramente capito, e noi siamo veramente noi o spesso viviamo in un personaggio? Io credo di essere stata un personaggio, ma solo con me stessa, una di quelle che pensava di essere nel giusto e di fare le scelte giuste, e poi un giorno mi sono guardata in giro accorgendomi che stavo sprecando tempo a pensare, e stavo vivendo poco. Che stavo facendo molto di quello che gli altri si aspettavano e poco di quello che mi faceva felice.

Ed allora accanto al pensare ho messo la vita. Quella che ti fa alzare la mattina e sorridere, anche quando avresti motivi per non farlo, anche quando le cose potrebbero andare meglio, ma tu dentro di te lo sai che la tua vita ti piace, e che magari devi solo aggiustare il tiro.

Sarà poi giusto avere un personaggio diverso da noi stessi? E quanto si riesce a recitare, e con quanti?Rimanendo convincenti e fedeli a se stessi, che è quella la cosa più difficile. Io non credo che ne sarei capace, oltre ad essere poco credibile non mi saprei gestire. E poi per cosa? Perché scegliere di apparire in modo diverso di quello che si è? Perché tradire noi stessi? Non credo che esista nulla per cui ne valga veramente la pena.

Ma forse io sono sono solo una ragazzina che non ha capito nulla del mondo.

(Lo so che le foto non ci azzeccano tanto ma vogliatemi bene)