Cose che ho imparato da instagram

La cosa che ho capito dei social è che ognuno fa vedere quello che vuole, nascondendo parte della realtà.

Non è che prima non lo sapessi, ma a volte certe cose si notano di più se ti allontani e guardi le cose con distacco. Prima di instagram facevamo colazione con tovagliette di plastica e biscotti del conad, ora vedo colazioni mattutine che io non ho mai fatto in vita mia. Non metto veramente in dubbio la realtà di quelle foto, ma ammetto che un po' mi inquietano.

Prima ci si comprava una gonna e la prova se piaceva o meno era una passeggiata in piazza, e gli eventuali commenti delle amiche, ora posa giusta e la misura è il numero dei like per la foto davanti allo specchio.

Ci si lasciava, il mondo crollava, ci si abbrutiva ascoltando canzoni in loop. No aspettate, questo si fa ancora.

Il social più folle secondo me è proprio instagram, con la diffusione di un'idea che esista un modo raggiungibile quando in realtà non è.

Ci sono le fashion blogger con queste foto sui marciapiedi, con sfondo muro mattonato e cappelli, tanti cappelli. Ma chi di voi si veste così? Se non hai 20 anni e passi le giornate a cazzeggiare quei vestiti dove te li metti? Ecco, appunto.

Le gatto utenti, con felini in ogni salsa. E qui rosico perché vorrei un gatto.

Le wannabe travelblogger, non sono pure viaggiatrici, sono più viaggiatrici random che sperano di aumentare il loro girovagare aggratis.

Le travelblogger pure, che vanno in posti che tu manco sai posizionare sull'atlante, bevendo cocktail dai colori fighi, che parlano di viaggi che tu mai farai.

Le uber fighe o straccia autostima, inarrivabili, quasi finte, belle che sembrano finte.

Le carine, ma con luce giusta, app giusta, posa giusta, sfondo giusto.

Ci sono utenti con decine di migliaia di seguaci, che tu guardi e dici “ma come diavolo è possibile”? Foto normali che ottengono centinaia di like, magari alimentando ego smisurati che poggiano sul nulla. Perché diciamolo che il social mondo è spesso fuffa, magari divertente, ben ornata, ma quasi sempre fuffa.

Questo per dire che non tutto quello che appare è vero, anzi forse quasi mai. Che quello che si mostra è quello che realmente è raramente.

A tutti piace piacere, è questa vanità che regge i social. Basta ricordarselo ogni tanto.