Una musica può fare

Una canzone non è mai solo una canzone, sono note che ti portano in un altro mondo fatto di ricordi, belli o brutti che siano. Sono parole che possono essere stilettate al cuore, sono balsamo che ti aiutano a sopportare, o spine che ti trafiggono con violenza.

Sei tu a 20 anni in una stanza in affitto, un muro pieno di foto, una pila di libri e tutta la vita davanti, con speranze che non sai se vedranno la luce, con emozioni che ti travolgono come cicloni, amicizie che forse dureranno per una vita e amori che ti sembrano meravigliosi.

Emozioni forti, fiducia sconfinata nel futuro e paure che ti fanno paura.

Il mondo è bianco e nero a 20 anni, non hai vie di mezzo, ancora puoi non averne, puoi permetterti di vivere come se fossi in regata, con tempi veloci e adrenalina alle stelle. E lo puoi fare senza paura delle conseguenze, perché puoi ancora correggere il tiro.

Puoi vivere con impeto perché ancora sei sola, sei tu nel mondo pieno di porte chiuse ma senza chiave, che aspettano solo di farti entrare. Tu puoi rimanere a guardarle quelle porte, puoi decidere di sbirciare solo dal buco, o entrarci di corsa. Non sai cosa si nasconde lì dietro, ma la cosa bella è che puoi rischiare.

Una canzone ti può riportare indietro di 15 anni nello spazio di una nota, ti trasporta e li lascia lì ad osservare la tua versione giovane, ti fermi in un angolo ad osservarti e pensi che delle cose le rifaresti identiche, altre un po' meno, ma che in fondo sei sempre tu; tu con un paio di pantaloni di lino verdi, una collana di piume e tanti orecchini, ma sempre tu.

In fondo cosa è cambiato? Rifletti di più, sei cresciuta, hai responsabilità e pensi di più prima di fare qualcosa, ma sei sempre tu, la stessa che ascoltava in loop quella canzone, e che adesso la riascolta nello stesso modo, ma seduta sul divano di casa sua, con le cuffiette e la cucina da sistemare.

Si cresce, si matura, ma siamo sempre noi, e proprio per questo non dobbiamo mai smettere di amarci. Siamo le nostre emozioni, le nostre scelte, i nostri sbagli, siamo stupendi perché siamo tutto questo insieme, perché ci possiamo rialzare sempre, magari con gli occhi pieni di lacrime, ma pronti a camminare di nuovo e, la cosa più bella, sbagliare e crescere.