L’importanza dello sport per i bambini #mammepiusport

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Mi duole ammetterlo ma non sono un tipo sportivo. Non ho mai praticato uno sport, ho imparato a nuotare perché sono nata sul mare, a scuola trovavo sempre un’ottima scusa per non partecipare alla lezione, i pochissimi sport che potevo fare nel paese dove sono cresciuta non mi piacevano. Io ho sempre fatto tutto a livello amatoriale, come la bici, il pattinaggio e la pallavolo. Ho sofferto di questa cosa? Solo in parte. Mi dispiaceva non partecipare ai tornei che si organizzavano nelle lunghissime estati della mia infanzia, ma mi adattavo facendo altro. Stavo sempre in giro e in movimento, e pensavo che bastasse.

Ci sono errori che capisci solo da adulta, rivedi la tua vita e capisci che alcuni lati del carattere ti appartengono in parte, ma dall’altra non sono stati educati. Ci sono esperienze che temprano il carattere, ti formano e ti fanno capire aspetti della vita che, se non guardati da un certo punto di vista, non ti arrivano nel modo giusto. Se tornassi indietro farei lo stesso? No, mi comporterei in modo esattamente opposto. Fare sport non è solo movimento, non si tratta di mettere una tuta ed andare in una palestra per due ore la settimana. Fare sport è altro, moltissimo altro. È educazione alla disciplina, è impegno costante, opportunità per capire che nella vita ci sono i fallimenti ma che ci si può sempre riprovare, è scoprire la bellezza di un gruppo, la lealtà verso i compagni, è credere in qualcosa che puoi fare e impegnarsi per farla al meglio.

Mi ha sempre colpito l’importanza data nell’antichità allo sport, considerata come formazione e educazione nell’individuo, capace di creare cittadini migliori. La mente e il corpo non sono due entità separate, sono entrambi necessari ad ottenere uno sviluppo armonioso ed equilibrato. Se noi discendiamo da questa cultura dove si è verificato il gap per cui ora lo sport non viene considerato importante? Quando educare il corpo ha smesso di essere considerato importante?

Io, come sapete, ho due figli, ed entrambi fanno sport. Da piccoli li portavo al parco a correre, ma quando ho capito che erano pronti per un impegno li ho portati a fare nuoto. Loro non me lo hanno chiesto, ma è il compito di noi genitori scegliere il meglio per i nostri figli, come è nostro compito far capire loro quanto è fondamentale nella vita impegnarsi, superare le difficoltà, confrontarsi con gli altri, ed anche riconoscere la bravura dei compagni. Il nostro ruolo è stare lì, un passetto indietro, pronti ad incitarli, a credere in loro, ma ad essere capaci anche di capire se non si divertono più. Lo sport è fondamentalmente divertimento, non forzate mai i vostri figli se loro non si divertono più.

Giovedì ho trascorso una fantastica giornata al CONI, ho passato ore tra la storia che il foro italico racconta ad ogni passo, ed ho conosciuto il progetto della Ferrero Kinder+sport. Vi chiederete perché la giornata è stata bellissima, emozionante ed una delle migliori mai passate. Oltre a regalarmi conoscenza del luogo, della storia e della bellezza del progetto dietro alla costruzione di questo complesso sportivo, questa giornata mi ha lasciato la consapevolezza di quanto lo sport sia relegato in un angolo in Italia, e di quanto questo incida sulla crescita dei nostri figli e sulla loro salute. La cosa che mi ha turbato è quanto la politica sia lontana dal quella idea così nobile di cura della società e di quanto una cosa fondamentale come l’educazione sportiva sia delegata alla famiglia, che non sempre riesce a percepirne l’importanza. E quando le istituzioni sono carenti tocca a noi, genitori e famiglia a rimediare, senza pensare che lo sport non è importante, che tanto la domenica ci si può arrampicare al parco, perché ciò che insegna lo sport non possiamo insegnarlo noi ai nostri figli.