La magia dei vecchi blog

 

Ieri sera parlavo con alcune amiche su fb. Sono tutte donne con cui parlo giornalmente e, nonostante facciano parte di un mondo virtuale, fanno parte del mio mondo reale, quello che costruisco da anni e che mi ha portato conoscenze bellissime. Si parlava di vecchi blog, qualcuno da me conosciuto ma la maggior parte da me ignorati, ma nonostante questo sono stata colta da tanta malinconia.

Si dice spesso che tutto era diverso, più bello e magico per un sacco di cose, ma credo che per tante cose sia vero. Nei vecchi blog, prima che il fenomeno blogging esplodesse, era tutto come ancorato in una dimensione altra, si scriveva per la bellezza di farlo, era un modo bellissimo di condividere emozioni, dolori, gioie e pensieri. Prima che tutto si rovinasse, che si arrivasse a guardare le statistiche in modo compulsivo, che non ci fosse più tempo per commentare.

Perché si apre un blog? Perché si scrive? Perché si decide che quello che scriviamo debba interessare a qualcuno. Io vorrei tornare in un mondo fatto di parole, con le professioniste bravissime da un parte e un sottobosco di penne e pensieri in libertà dall'altra. Vorrei aver vissuto quegli anni, vorrei aver letto splinder di notte, aspettando magari l'evolversi di una storia, o commentando con persone che con il tempo diventavano familiari.

Ho nostalgia di un mondo che non ho conosciuto e che vorrei di nuovo, anche solo per poco, anche solo per sbirciare ogni tanto senza farmi notare e innamorarmi di nick strani e bellissimi. Ho voglia di storie, di magia legata alla condivisione dei pensieri più intimi. Vorrei leggere di vite, capitoli interi di vite che si evolvono.

Non succederà e mi dispiace molto.

Sono una che è attratta dalle cose che non ci stanno più, sento una forza che mi chiama e mi fa desiderare di poter vivere realtà che non torneranno. Sono una di quelle che rimpiange i vecchi tempi, probabile che diventerò una vecchia lagnosa con i miei “quando ero giovane…”. Sono una sociopatica dei pensieri. Me ne sto lì a pensare che quello che pensano gli altri è sbagliato, per poi pensare il contrario un attimo dopo. E niente, me ne vado a letto con la nostalgia.