La guida definitiva all’uso degli Hashtag.

 

Oggi sarei dovuta andare in un posto e non ci sono andata. Già questo basterebbe a rendere la mia giornata non piacevole, ma in più sono a letto, con febbre, mal di gola, mal di testa e male alle ossa in cerca di una spiegazione razionale che non sia l'influenza. A questo quadro aggiungete i vicini che trapanano dalle 8 di questa mattina, che credo che fare la galleria del Brennero sia stato meno rumoroso.

Ed allora, qui sotto il piumone, sono andata a fare un giro su instagram. E non vogliamo parlare di hashtag? Che altro potrei fare? Non mi viene nulla di più utile che scrivere la “la guida definitiva all'uso degli hashtag“- sottotitolo “basta con questi hashtag a cazzo”.

Il mondo degli igers (si fanno chiamare cosi ma fate finta di niente) è stupendo. Intanto usano le parentesi graffe. Si, quelle che si usano alla fine delle equazioni che non si sa mai come risolverle. Parentesi graffe a fiumi. E poi inventano i migliori hashtag del mondo, ma la cosa bella è che ne danno una connotazione seria.

Io sono una di quelle che va alle mostre fotografiche, quindi adoro vedere le foto, mi piace come l'obiettivo coglie i punti di vista diversi, gli angoli nascosti e cose così, ma gli hashtag no. Perché riempire una foto di #? Mi ci metto pure io in mezzo, faccio una specie di penitenza, ma sono mesi che ho smesso. Lo giuro. Mi limito a pochissimi, come chi beve il the dopo anni di brandy.

Vediamo un po' allora di dare delle linee guida:

  • Se pubblicate una foto di Roma, basta scrivere Roma. Non serve aggiungere igersviadelcorso, igerscapitale, Romastupenda, thisismycity, romabiglove. Siate contenuti.
  • Le parentesi graffe. Perché? Lo chiedo seriamente eh, non è perché le usa Brahmino tutti voi siete autorizzati ad usarle. E se non sapete chi è Brahmino, 10 minuti sui ceci e poi a studiare.
  • Avete cucinato una torta, ok brave. Ma ripetere 37 volte la parola cucina non la renderà più buona.
  • Rassegniamoci tutti al fatto che solo poche persone hanno un occhio fotografico. La vostra serranda rimarrà una serranda anche con una didascalia colta, sempre tra le immancabili parentesi graffe.
  • Have fun. Visto che non siete Mario Dondero potete pure divertirvi ed usare hashtag divertenti. Vi giuro solennemente che la morte non arriverà su grandi ali nere se vi prenderete meno sul serio.
  • Seguite cose belle, instagram ne è pieno.
  • Hotdudesreading e menandcoffee (ma io non vi ho detto niente)
  • E sempre #lagnaelivore che in questo periodo mi girano.

Ciao, vado a prendere una tachipirina.