Una vita attraverso le canzoni

 

Sono cresciuta sentendo Vecchioni, Gianna Nannini, i pooh e tanta altra musica italiana. “Questo amore è una camera a gasssss” e “oh oh piccola katy” sono stati i ritornelli che ricordo di più. Ci stava questa radio della grundig sul comodino di mio padre, che lui accendeva sempre la mattina e il primo pomeriggio quando andava a riposare. Quel rumore gracchiante quando cambiava stazione non lo scorderò mai, è strano come si siano cose che rimangono così impresse. Se ne stava al buio con questo rumore in sottofondo, una di quelle cose a cui fai così l'abitudine che quando non ci sono più ti mancano.

Ricordo quelle noiose trasmissioni su radio Rai, una noia mortale quando sei una bambina. E poi ci stavano loro, le canzoni. Non ho avuto una formazione musicale degna di questa nome, le radio nazionali si sentivano poco, giusto radio deejay, quindi i grandi classici ho iniziato ad ascoltarli una volta trasferita a Roma e mi si è aperto un mondo. Ho iniziato ad amare radio rock e chi ci lavorava dentro. Ho passato ore a segnare su un foglio nomi di artisti che non conoscevo, sbirciando sempre alla Feltrinelli in cerca di cd in offerta. Ogni cosa è legata ad una canzone, lo definirei un rapporto quasi viscerale.

Fino ad allora ci stava la programmazione del lido dei tre mesi d'estate, le canzoni che passavano a ritmo continuo e che potrei ricantare esattamente anche ora senza nessun problema. Che ricordi quelle estati, quando si girava scalzi per andare ovunque, si faceva la doccia al mare per non perdere tempo a casa, e si potevano finalmente indossare quei pantaloncini cortissimi, indecenti in altri contesti. Erano le estati di Carboni e il suo fisico bestiale, RAF e il suo battito animale, gli anni di Nek senza la sua Laura e della Pausini senza il suo Marco e gli immancabili 883.

Ho due fasi, musica italiana con qualche canzone straniera spot fino ai 19 anni. Ed ora invece la grande passione per il resto del mondo musicale. Una specie di droga direi. Dal gorgo anni 80 alla musica classica, da playlist “tristezza vieni a me” a “non corro, ma se dovessi farlo ho le canzone giuste”, dalla musica rock anni 50 e quella spaccatimpani che ascolto da sola in casa mentre ballo e faccio finta di conoscere le parole.

L'altro giorno mio figlio, mentre andavamo in piscina, mi ha detto “mamma ma tu senza la musica sai guidare lo stesso?”. Io ho risposto di no, senza la musica riesco a fare poche cose con il sorriso.