Crescere insieme ai figli.

 

La cosa veramente bellissima dell'avere dei figli è vederli crescere. Sono sfiancanti, difficili da gestire, ti fanno urlare e non dormire, ti fanno sentire inadeguata, incapace, sempre in ritardo, ma sono la migliore cosa che possiamo fare nella vita. Stargli accanto, ma un passetto indietro, personalmente la cosa in assoluto più difficile. Cercare di aiutarli a diventare grandi, ma senza condizionarli troppo, cosa di cui non credo essere una campionessa.

Mi piace osservarli e notare piccole particolarità. Edo oggi compie sei anni, ed io già vedo la persona che diventerà. Quando si siede accavalla le gambe in un modo particolare, esattamente come fa mio padre, ed io penso che certe eredità sono quasi magiche, i geni che si tramandano, il sangue di famiglia, vecchie cose che si mischiano ad altro. Il vecchio che diventa nuovo e continua a vivere nelle nuove generazioni.

Lui è un bimbo simpatico, di quelli che da grande inviteranno un sacco di amici a casa, si commuove spesso ma cerca di nasconderlo, ed io già penso a quante batoste prenderà. So che la sensibilità è un dono non sempre facile da gestire, so che commuoversi perché Harry Potter non ha una famiglia che lo ama lo renderà vulnerabile, ma meraviglioso da conoscere. Adora le mie guance con la couperose, e quando mi disegna, oltre a occhi, naso e bocca, ci sta sempre un tondino con tanti piccoli puntini. Dice che sono molto morbide, specialmente quando rido, e che quando lo faccio sono più bella. Quindi sono costretta a ridere sempre per farlo felice. Ed immagino sarà così per tutta la vita.

Ha la passione per gli animali, ha una collezione grandissima di piccoli pupazzi e libri che ne parlano. Gli piace tutto, tranne le tarantole. Gli vengono fuori domande a cui non so rispondere, se non con l'aiuto di un libro. Guarda incantato i documentari, e ride guardando la pagina del libro in cui si vede una giraffa nascere. Quando era piccolo non usciva di casa senza un sacchetto con qualcuno dentro, che tirava fuori per giocare.

Io per lui sono Mammu, e non fa altro che abbracciarmi, cosa che a me non viene così spontanea ed, a volte, non so gestire. Si avvicina e ci diamo il bacio della guancia, strofinandoci il viso l'uno contro l'altro. Mi ha insegnato ad abbracciare di più, perché spesso sono i figli che ci fanno crescere, più di quanto noi facciamo con loro. Ci rendono persone migliori, perché non hanno chiesto loro di nascere e il minimo che possiamo fare è fare del nostro meglio per essere persone di cui andare fieri.

 

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